Più che altro penso allo sbattimento dei miei cari che proprio in quel brutto (? 😛 ) momento devono avvertire miei cari amici, anche ormai lontani, ecc..
ogni tanto penso che bisognerebbe lasciare uno schema tipo "fissione incontrollata" 🥷 con nomi e n. telefonici almeno di quelli che ci teniamo lo sappiano che siamo morti..
M
Marta23
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Risposta 3 di Marta23
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Il problema secondo me è avvisare il "contatto erede" che sei morto 😃
Molto lugubre come pensiero comunque tutto può succedere, in questi casi è sempre bene conoscere in due gli accessi al sito in modo che qualcun altro possa portare avanti il lavoro o semplicemente tenere tutto in piedi così com'è...
G
giovannip
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Risposta 9 di giovannip
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Stesso discorso per tante altre cose ,ad esempio, le foto che noi tutti scattiamo in digitale quanti hanno la premura di stampare su carta le stesse? Ci limitiamo a metterle in una cartella del computer, o fare una copia da tenere su di un hard disk esterno, pur sapendo di poter perdere i ricordi almeno degli ultimi 10 anni,"adieu" alle immagini al mare, dei figli che crescono ecc.. 😐 che grande! invenzione la carta.
Beh grazie a Dio adesso esistono i servizi cloud che hanno server di backup. Perdere dati li è possibile solo se viene annientato il genere umano e a quel punto ha poco senso parlare di dati non più accessibili.
Terenzio ... fra le righe in un altro topic avevo suggerito di cercare un collaboratore 😃 ,chiaramente condivido il post di Red 😉
Avevo letto e ignorato il tuo precedente consiglio perché in fondo sono geloso del mio sito che è frutto di quasi dieci anni di lavoro.
Ogni tanto penso ad un collaboratore ma non saprei poi come gestirlo e dove trovarlo.
Si tratta di un lavoro talmente particolare e coinvolgente che si può fare solo per passione.
Comunque ci penso. Il maestro Dall'Ongaro presidente di santa Cecilia, mi ha fatto intravedere la possibilità in futuro di integrare il mio sito con il loro o di affidarlo ai ragazzi che gravitano intorno all'orchestra.
Vedremo. Comunque per ora vado avanti anche perché è un ottimo modo di trascorrere il periodo della pensione.
Recentemente la direttrice della Biblioteca di santa Cecilia mi ha detto che mi invidia perché lei sta li a girare scartoffie mentre io faccio delle ricerche molto più interessanti.
Il mio catalogo di Giovanni Sgambati, che non esisteva, sta diventando il riferimento per i musicologi. Per costruirlo ho girato tutte le biblioteche di Roma andando a scovare i manoscritti.
Stesso discorso per il catalogo di Ildebrando Pizzetti.
Avevo letto e ignorato il tuo precedente consiglio perché in fondo sono geloso del mio sito che è frutto di quasi dieci anni di lavoro.
Ho immaginato avessi fatto finta di niente 😉,fai bene perchè è una bella creatura...ma deve "sopravvivere" nei secoli (diciamo almeno finchè ci sarà corrente)
Comunque sia leggo dal tuo post interessanti possibili evoluzioni.
Oggi ho chiamato l'assistenza del server che ospita il mio sito ed ho avuto l'occasione di parlare con il titolare della società.
Dopo aver esaminato i problemi tecnici che avevano originato la mia telefonata ne ho approfittato per porgli la domanda sul futuro del sito.
Risposta: Semplice, quando lo riterrà opportuno ci paga 20 anni di abbonamento anticipato. Trascorso questo periodo comunque i contenuti del sito saranno obsoleti.
Gli eredi non rinnovano l'abbonamento al server e dopo 30 giorni scompare tutto il lavoro di anni.
Se scrivi un libro finisce in una biblioteca e anche dopo tre secoli qualcuno potrà trovarci delle notizie per lui interessanti.
Per un sito invece un tecnico del server preme il tasto "Canc" e la passione di una vita scompare.
Pensandoci bene non è molto lontano dal concetto di "macero"; un'azione sola che permette di buttare via tutto. A volte capita anche se dietro ci sono istituzioni, chiramente il mondo del privato si basa sulla disponibilità economica di qualcuno che può tenere in vita una determinata cosa.
La parola "macero" mi fa venire in mente che in un lontano futuro archeologi dotati di tecnologie che oggi non possiamo immaginare, saranno in grado di leggere vecchissimi hard disk trovati in antiche discariche abbandonate, ricostruendo anche le parti che erano state cancellate.
Questo ci da la speranza che forse non tutto andrà perduto.
In fondo oggi lo facciamo con gli antichi papiri e con le lingue morte. Perché in futuro non potranno farlo anche con gli hard disk?
B
Bit
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Risposta 19 di Bit
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Due considerazioni Terenzio, la carta è fisica la memoria di un hardisk dipende dall'energia elettrica...la cosa peggiore che la carta si deteriora in x anni (abbiamo esempi milenari) i supporti magnetici si deteriorano in y anni (le case costruttrici garantiscono ... diciamo, 50 anni?)