L'ultima discussione che ho proposto mi ha acceso diverse lampadine, mi piacerebbe sapere in base a cosa un interprete sceglie il proprio repertorio. Ovviamente non mi riferisco all'età scolare ma quando i temuti studi sono finiti ed uno deve andare in giro a suonare e fare concerti.
Come vi siete mossi? Quali sono le discriminanti? Etc.
Grazie in anticipo
C
Chopin
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Risposta 2 di Chopin
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Penso che procederei nel seguente ordine gerarchico:
- limiti tecnici
- gusto
- soldi
Cioè, brani che devo riuscire a suonarlo come voglio e che mi devono piacere, poi se ci fossero richieste "strane" che prevedono un ricco incasso..e beh, si lavora per mangiare...no?
Detto questo, ogni repertorio ha un "percorso", almeno secondo me... se vuoi suonare Xenakis, penso tu debba avere soprattutto una tecnica "trascendente", e quindi probabilmente Liszt non ti deve essere precisamente sconosciuto... ma io non sono un pianista, quindi questi esempi mi vengono male 🙂
I grandi pianisti di oggi, comunque, hanno repertori molto vasti, e li hanno scelti per mettere in luce le proprie caratteristiche. E se cerchi bene, trovi cose per tutti i gusti sia nel repertorio classico, che in quello romantico, che in quello post-romantico, che in quello contemporaneo (e oltre...)