Le mazurche di Chopin sono apparentemente facili. La loro "eloquenza eroica" richiede un fraseggio, un rubato e soprattutto una intensità espressiva notevole. Io inizierei dal valzer op. 69 e dal preludio n. 4 e 7. Poi il 20. Quindi il notturno postumo. Già un bel programma no?
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Carlos
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D'accordo, io ne facevo una questione tecnica... se si dovesse ragionare sempre e solo in termini di maturità musicale probabilmente bisognerebbe suonare Bach dopo i 50 anni... 😉
.......ma perchè contestare sempre i consigli di chi ha studiato e si è brillantemente diplomato in pianoforte prima di noi....perchè..invece NON acoltare questi consigli.
Forse col tempo si matura in tutto.. scusate se mi sono intromesso.
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Carlos
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saverio ha scritto:
.......ma perchè contestare sempre i consigli di chi ha studiato e si è brillantemente diplomato in pianoforte prima di noi....perchè..invece NON acoltare questi consigli.
Nessuno ha ancora contestato nessuno 😉 nayg non ha avuto il tempo di rispondere... a cosa ti riferisci?
Premetto che non conosco il tuo livello. Mi sembra di capire che questo è il tuo primo approccio a Chopin, quindi condivido il consiglio di Pianoexpert.
In effetti Chopin, dove sembra tecnicamente più "abbordabile", in realtà richiede un tocco e un'espressività e, in definitiva, una "confidenza" con lo strumento che in genere arriva solo a tecnica consumata.
Personalmente considero le difficoltà espressive, soprattutto in Chopin, molto pià ardue di quelle meccaniche.
Proprio il notturno postumo in do# minore (bellissimo) ed il preludio in la maggiore (toccante per grazia e semplicità) mi sembrano i più difficili perché (a prescindere dalle roulade finali del notturno) corrono il rischio di banalizzazione in brani lamentosi e/o zuccherosi (con inevitabile frustrazione dell'esecutore).
Anch'io partirei dal valzer op. 69 e dal preludio in mi minore.
Un altro brano (a mio parere bellissimo ed ultile per sviluppare tocco ed espressione) potrebbe essere il valzer in la minore op. 34 n. 2 e, per i notturni, l'op. 9 n. 1 in si bemolle minore.
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nayg ha scritto:
Secondo voi qual'è il migliore per iniziare? (se avete altri brani da suggerire fate pure😉 )
Io darei un'occhiata all'opera op.28 tipo il n. 4 o il n. 7, fra l'altro esistono anche le raccolte: "Il mio primo .... " , c'è un volume dedicato appunto a Chopin.
Se vuoi (e puoi) alzare il titpo, alcuni valzer potrebbero prestarsi, tipo l' op.69 n.1, n.2 e l'op.70 n.2
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ttw ha scritto:
Se vuoi (e puoi) alzare il titpo
Ovviamente intendevo "tiro" 🙄
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pestatasti ha scritto:
Proprio il notturno postumo in do# minore (bellissimo)
(...)
per i notturni, l'op. 9 n. 1 in si bemolle minore.
Sui notturni non sono d'accordo, ok discorso maturità, ma sono pezzi da diplima...cioè, perchè partire dalla vetta?
Io inizierei dai preludi, o come suggerito da qualcuno, dalla raccola il mio primo Chopin.
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Risposta 13 di Carlos
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Frank ha scritto:
Io inizierei dai preludi, o come suggerito da qualcuno, dalla raccola il mio primo Chopin.
Io, ribadisco modestamente, alla veneranda età di 11 anni suonai le mie prime tre mazurche di Chopin, che senza dubbio non avevo la maturità per interpretare (ma tant'è... cosa si ha la maturità di interpretare a 11 anni? Forse l'op. 28 n. 4? Mah...) Tu Frank magari hai iniziato coi preludi del "mio primo Chopin", ma nel mio primo Chopin ci sono anche alcune mazurche 😉
nel mio primo Chopin ci sono anche alcune mazurche.
Esattamente! Ci sono Preludi, Mazurke e Valzer 🙂
Tornando a Chopin, in realtà io sono passato dai preludi e dai valzer, tipo l'op 69 n 2, l'op 34 n 2, l'opera 70 n 2, ma già più impegnativa... prendendo le opere complete (ero già "fissato"/curioso 🙄) .. e mi sono "perso" le Mazurke 🙁
Odiavo il mio primo perchè mi dava delle selezioni dei brani e non potevo scegliere ... ad esempio quando ho scoperto il libro delle sonatine di Clementi (non c'era internet, eh! Comoda la vita ... ) ho odiato Cesi Marciano 🙂
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Carlos
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Risposta 15 di Carlos
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Ah nemmeno io ho avuto "il mio primo Chopin" (il libro che avevo in casa era di mia mamma): in 2da media ho preso l'intergrale delle Mazurche nell'edizione di Paderewski, pensa un po'... Volevo dire che a quell'età (ovvero la mia, ma non so a che età ci si riferisca in questo caso, parlando di chi ha iniziato la discussione) si può fare solo una questione di abbordabilità tecnica e non certo interpretativa e musicale (e, in ogni caso, tra più di cinquanta mazurche, ce n'è anche qualcuna che non presenta certo quella "eloquenza eroica" di cui si parlava poco sopra).
Mi trovo d'accordo anche io con Paolo. Proprio come Carlos anche io cominciai a conoscere Chopin intorno agli 11 anni, però con i valzer, in sequenza ancora me li ricordo bene: il valzer op. 69 n. 1, il valzer op. 64 n. 2, l'op. 34 n. 2, il n. 15 op. postuma in Mi maggiore, sempre dell'op. postuma il n. 14 in Mi minore. Ho poi azzardato qualche notturno, ma ricordo abbastanza bene che non me li sentivo molto addosso, e che non li suonavo facendoli miei ma emulando le intenzioni del maestro. Per i notturni ritengo che ci sia bisogno di maggior maturità pianistica, così come anche per le mazurche. Penso che alla fine sia il caso di stabilire gli intenti. Se l'intento è ricavarne piacere personale allora è inutile porsi queste limitazioni, se l'intento è invece quello finalizzato all'esibizione o a qualsiasi altra situazione in cui ci si pone in una posizione in cui si viene giudicati allora forse è il caso di partire con qualcosa alla portata del pianista. Non so in questo caso quali siano le basi di partenza; vorrei ricordare però, all'uopo di questa affermazione, che ci si può diplomare anche senza aver mai conosciuto Chopin... Ridicolo 😳
A proposito di Chopin...quale pianista considerate come sua migliore espressione? sto studiando il preludio op 28 n 15 e non so "a chi affidarmi" per l'ascolto del brano. con Pollini dovrei andare sul sicuro...accetto consigli 😉
A proposito di Chopin...quale pianista considerate come sua migliore espressione? sto studiando il preludio op 28 n 15 e non so "a chi affidarmi" per l'ascolto del brano. con Pollini dovrei andare sul sicuro...accetto consigli 😉
Se vuoi ascoltare Chopin, ascolta Rubinstein, Horowitz, Pollini, Argerich, Zimmerman. Ce ne sarebbero altri ma i più rappresentativi di Chopin secondo me sono loro.