Salve a tutti gli amici del forum,
vorrei fare qualche considerazione e avere qualche delucidazione su quello che è uno degli argomenti più ostici(nonché la parte forse più artistica) del mestiere dell’accordatore, ossia l’intonazione.
Qualche giorno fa mi è capitato di dover intonare un verticale Eterna dal suono molto squillante. Beh, la martelliera era molto morbida, gli aghi durante la preintonazione affondavano nel feltro quasi completamente. C’è da dire che nonostante le numerose punture(60 per lato nella zona centrale), una volta rimontata la meccanica, il timbro era cambiato davvero di poco.
Puo questo essere imputabile alla bassa qualità della martelliera? Una martelliera eccessivamente morbida, è sempre di bassa qualità?
non avendo ancora un’eccessiva esperienza sull’intonazione, mi sono stupito nel notare che nonostante il feltro morbido, il suono prodotto fosse molto squillante. Per intenderci, qualche giorno prima avevo intonato un Yamaha C5 squillante allo stesso modo ma con una consistenza del feltro molto più compatta(tipica martelliera Yamaha).C’è da dire che nell’ultimo caso la preintonazione ha sortito molto più effetto.
Dunque mi è venuto da pensare che la facilità di intonazione sia direttamente connessa alla compattezza del feltro. Ovviamente so che incidono anche lunghezza e qualità delle fibre feltrose.Ritenete queste considerazioni condivisibili?
inoltre, ho notato che c’è un’operazione che, indipendentemente dalla tipologia di martelliera, sortisce sempre un cambio immediato e sostanziale di timbrica: il cuscinetto del pianissimo, ovvero pungere l’apice del martello in maniera molto superficiale. È questa secondo voi un’operazione ortodossa? Se si, preferite farla dopo dell’intinazione vera e propria o inserirla a metà dell’opera?
Ho notato anche che è un’operazione provvisoria nel senso che è meno duratura nel tempo, a differenza della preintonazione e intonazione profonda sul dorso, i cui effetti sono forse meno percepibili immediatamente ma più duraturi....dico bene?