Stasera sono indeciso.
Non faccio nulla per il sito e mi riposo ? (Noooooo!!!!!!!!, protesta PianoExpert). Vi parlo di un altro autore ? (Nooooo!!!!!, esigono i membri)
E va bene, vi parlo ancora di cose che piacciono a me (come sempre), ma stavolta parlo di un genere che ha segnato una intera generazione e forse più.
Sissignori, stasera Vi parlo di RAGTIME.
Il nome è già un programma: infatti, esso significa "tempo stracciato" e, se lo analizziamo, vediamo che è proprio azzeccato. Sì, perché una caratteristica della ritmica del Ragtime è che la sinistra esegue un accompagnamento uniforme e regolare (quasi sempre), mentre la destra esegue una scansione sincopata, ciò che ne giustifica il nome.
Mi ricorda quand'ero piccolo e mi divertivo a camminare con un piede sul marciapiede e l'altro in strada e - con regolarità - saltare un passo della destra.
Per quello che riguarda la struttura, generalmente si susseguono quattro Strains (i nostri temi), accompagnati da cambi di tonalità e con diversi tipi di occorrenza: la più usuale è AABBACCDD, ma ve ne sono anche altre.
Un brano che bene illustra quanto Vi ho appena detto è proprio Maple Leaf Rag, del quale Vi pubblico uno spartito prodotto nell'ambito del progetto Mutopia, del quale Vi parlerò un'altra volta.
Tornando al nostro, il Ragtime trasse origine da un coacervo di componenti folkloristiche negre - quasi tutte vitalizzate dalle Brass Band cittadine - sviluppandosi all'inizio del secolo XX nel Missouri, soprattutto a Sedalia e Saint Louis. Soprattutto questa città, porto cosmopolita sul Mississippi e fucina di nuove esperienze, fu feconda di contributi e da essa il Ragtime si diffuse poi velocemente nel paese, ottenendo rapidamente un enorme successo,
Fra i grandi del genere, oltre al celebrato Scott Joplin, ricordiamo Thomas Turpin, autore del primo Ragtime pubblicato, James Scott e Joseph Lamb. Determinanti furono altresì i grandi pianisti, quali Jelly Roll Morton e Thomas Fats Waller. Il genere fu predominio del pianoforte, ma non mancarono esempi di altri strumenti o di complessi strumentali. Da lì a poco, grazie anche al suo seme, sarebbe nato il Jazz, che avrebbe sovrastato il Ragtime e lo avrebbe relegato in un cantuccio glorioso.
Per adesso Vi saluto, lasciandoVi in ascolto ancora un Piano Roll - inciso dallo stesso autore - ma tornerò presto a parlare di Joplin e del suo gruppo di Ragtimers.