Elettroacustica ed elettronica

Karlheinz Stockhausen - Kontakte

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Xenakis

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Messaggio iniziale di Xenakis

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Vorrei che si conoscesse quest’ opera in quanto rappresenta un passo importante per quanto riguarda la storia della musica elettroacustica.

La butto li 😉

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Risposta 3 di Margherita1

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Non so quanti sanno che ci sono 2 versioni, una delle quali prevede l'utilizzo del pianoforte. E onestamente parlando, è tutta un altra cosa 😉

Un po' questa è l'essenza del titolo Kontakte, contatto fra due mondi, quello degli strumenti tradizionali e quello degli stumenti elettroacustici 😉

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Risposta 4 di Tiger

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Margherita1 ha scritto:

Un po' questa è l'essenza del titolo Kontakte, contatto fra due mondi, quello degli strumenti tradizionali e quello degli stumenti elettroacustici 😉

Esattamente, Kontakte, che risale al 1960, rappresenta uno dei primissimi esempi di integrazione fra il

mezzo elettronico e gli strumenti acustici (pianoforte e percussione)

La versione integralmente elettronica è la meno usuale

😉

Però il titolo si riferisce al contatto fra 6 diverse forme di spazializzazione del suono, cioè tra le soluzioni per definirne e trattarne il rapporto con lo spazio: rotazione, movimento circolare, alternanza, sorgenti sonore separate, sorgenti

sonore interconnesse, suoni isolati nello spazio.

Ma anche al contatto che si crea, come per Gesang, fra suoni sintetizzati ed acustici.

Sul piano formale, invece, la composizione si basa su 16 strutture, legate tra loro senza soluzione di continuità. Ma al di là dei dati tecnici, ciò che emerge è la grande fantasia del compositore nel combinare suoni misteriosi, come provenienti da un altro pianeta, ed altri più familiari alla nostra esperienza di ascolto.

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Risposta 10 di Thesimon

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Risposta 11 di GnazzJazz

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Frank ha scritto:

Non so quanti sanno invece che i due interpreti erano i fratelli Contarsky 😉

Ho l'LP di Mantra con i fratelli Kontarsky, effettivamente speciali, li sentii dal vivo a Roma che suonavano Boulez (se non ricordo male...)

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Risposta 12 di Xenakis

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Non avrei sperato di meglio. Qualcuno si è calato per un attimo nel ruolo dei 2 interpreti?

... e discorso partitura ...? 😎

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Risposta 14 di Frank

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Io sulla questione ho un po' di materiale interessante, qualcosa anche in PDF. Chi fosse interessato mi contatti privatamente.

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Risposta 15 di Carlos

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Frank ha scritto:

Non so quanti sanno invece che i due interpreti erano i fratelli Contarsky 😉

Di quale esecuzione Frank?

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Risposta 16 di Frank

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Carlos ha scritto:

Di quale esecuzione Frank?

Quella relativa alla versione per suoni elettronici (nastro), pianoforte e percussione ... però non sono sicuro della natura della tua domanda 🙂

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Risposta 17 di Frank

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Xenakis ha scritto:

Qualcuno si è calato per un attimo nel ruolo dei 2 interpreti?

Un fatto fondamentale è che gli strumenti non possono decidere l’andamento in nessun modo, tutte le loro articolazioni sono basate sui tempi implacabili del nastro 😉

Moderatore

Risposta 18 di Frank

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Margherita1 ha scritto:

Non so quanti sanno che ci sono 2 versioni, una delle quali prevede l'utilizzo del pianoforte. E onestamente parlando, è tutta un altra cosa 😉

Intanto la complessità aumenta vista l’aggiunta di 27 strumenti e si ha l’impressione di seguire un pezzo a più strati e gli strumenti tradizionali, nel loro rapporto con i suoni elettronici, hanno diverse funzioni:

a)Sottolineatura ed espansione timbrica dei suoni elettronici, come nel caso del tam piccolo a 10,4’’

b)Completamento di frasi

c)Relativa autonomia degli strumenti nei momenti in cui le funzioni si separano, vedi quando il nastro si stabilizza su una fascia statica e gli strumenti tradizionali continuano ad interagire fra di loro con colpi singoli o accordi o frasi (vedi 3’ 9,1’’)

D)Situazioni miste, vedi concomitanza di 😎 e c)

Etc

Anche se a livello percettivo è sicuramente un'altra cosa, non vengono tolti ne aggiunti suoni rispetto alla versione per nastro solo (che può essere in quadrifonia, in stereo e in mono) . Ciò significa che per S. la presenza o assenza degli strumenti non determina alcun bisogno di modificare le funzioni formali del nastro.. Esse possono essere oscurate, confuse, messe in secondo piano o in evidenza tramite fusione o tramite contrasto dall'intervento degli strumenti, ma costituiscono una trama senza la quale il pezzo non avrebbe senso.

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Risposta 19 di Carlos

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Frank ha scritto:

Quella relativa alla versione per suoni elettronici (nastro), pianoforte e percussione ... però non sono sicuro della natura della tua domanda 🙂

Ah ok ok, scusa: siccome non so nulla di questo pezzo e ho dato un ascolto veloce al link postato poco sopra, pensavo ti riferissi a quello, ma avendo visto altri nomi non capivo... 😐 Grazie della precisazione 😉

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Risposta 20 di Frank

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...e cosa ne pensi? Senza usare parolacce 😃

E sono veramente interessato.

Io penso che sia veramente stimolante ascoltarle entrambe le versioni, vedere come cambia un brano "solo" mutando il "timbro".

Che poi ... "timbro"; dico questo perchè i mezzi elettroacustici dell'epoca erano rudimentali e si partiva proprio dalle sinusoidi...niente a che vedere con la ricchezza dello spettro di un suono prodotto da strumenti tradizionali 😉

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