Ottime sensazioni quelle che hai riportato. Sono d'accordo praticamente sul 99%. Riguardo la tavola armonica bisogna vedere dove era posizionato il piano. A ridosso di un muro ? In un angolo ? Purtroppo angoli e muri immediatamente vicini allo strumento raggruppano i bassi producendo questo effetto di rimbombo e confusione. Ho provato il Kawai in una sala lontano dai muri e suonava benissimo, ed anzi trovai il suono veramente molto bilanciato.
Riguardo lo scappamento è vero, non puoi aspettarti quello del pianoforte a coda, ma ti garantisco che nei trilli e nei ribattuti, nonostante sia un giocherello, aiuta. La prima cosa che provo su un pianoforte acustico che metto sotto torchio sono infatti proprio trilli e note ribattute. Meccaniche scadenti non ribattono, e nei trilli si percepisce pochissimo peso di ritorno del tasto, praticamente nella salita del dito si perde il contatto con il tasto. La meccanica può essere regolata in entrambi i pianoforti e dopo qualche anno di utilizzo sicuramente è un'operazione che va eseguita. E' anche vero che non stai prendendo un pianoforte acustico quindi non hai bisogno di accordare, intonare e sono tutti soldini che ti restano in tasca. Regolare la tastiera non è poi la fine del mondo, non sarà una grande batosta.
in effetti, come ho scritto, è quel che ho pensato anche io! l'ho provato in due situazioni diverse il CA95: in una una era contro un muro e onestamente l'effetto non era bellissimo, parecchio di confusione specialmente nella zona grave. e un'altra in un uno spazio molto ampio e non a ridosso di un muro, l'effetto era migliore. ma spesso e volentieri il ruolo di un digitale non è quello di stare in una sala ampia... nel mio caso starà nel mio studio contro un muro a fare da "muletto" e dovrà "macinare" parecchio... per questo l'idea di avere uno strumento (che in ogni caso essendo un digitale... un "vero" strumento non sarà mai) che non dia problemi di affidabilità, durata e di messa a punto ecc ecc non mi dispiace affatto. ho anche un altro strumento acustico che purtroppo però non posso suonare a mezzanotte, per esempio... queste sono considerazioni personali ovviamente, che vanno al di là dello strumento in se... ma che mi stanno facendo propendere un pelo più verso il CLP470...
magari il leggere queste mie considerazioni può esser d'aiuto a qualcuno che sta scegliendo un digitale, qualunque possa essere la sua scelta, che appunto dipende in una certa misura anche da situazioni personali.
Mi avevano parlato molto bene anche del kawai MP10 ma uno stage piano è adatto per lo studio giornaliero a suon di zappate?
Caspita!
Dipende tutto dal supporto che ci metti. Un buon supporto alla "Facchinetti" sfida i secoli. Certo, se prendi quello di 5 lire diventa tutto problematico.
Nella mia casetta in collina, ho portato una modesta P60 Yamaha. Bene, ha sempre fatto il suo dovere e si è subita i miei studi di Chopin per almeno 8 anni.
Siccome non c'è riscaldamento centralizzato sarebbe uno sfregio portare su un pianoforte.
Invece con la mia tastierina, bella comoda piazzata su una cassettiera, mi posso esercitare al meglio anche in montagna.
Questo vale per me che non ho mai avuto velleità concertistiche internazionali. 😃
Considerando che prima o poi mi converrà prendere anche un digitale (se non altro perché alle volte il lavoro non mi permette di suonare di giorno e la sordina la odio), qualcuno di voi me ne può consigliare uno portatile che abbia una tastiera e un suono decenti? Così almeno potrei approfittare del vantaggio di portarmelo dietro anche in vacanza (d'altra parte uno col mobile non saprei proprio dove metterlo).