Ciao a tutti! Avete visto che la nostra sezione beethoveniana ha messo la freccia ed ha già superato diverse altre sezioni? Bene bene....
Caro Xenakis, parli di Bridgetower e Kreutzer; prima di dare per vere le notizie, come sempre vediamo i fatti: Ferdinand Ries lo scrive in Notizien, pagina 82 (nota colta in visu dal Thayer-Riemann, II, pagina 396) racconta di aver ricopiato la mattina stessa del concerto, di buonissima ora, la parte di violino del primo tempo dallo spartito manoscritto (dove poi la parte del pianoforte era soltanto « notata qua e là ») ; per quel che concerne l’Andante, Bridgetower fu costretto a leggerlo sullo spartito medesimo, non essendovi stato il tempo materiale di copiarlo.Non riusciamo a credere troppo a quanto ha riferito poi il Bridgetower, in una nota apposta all’esemplare della Sonata da lui posseduto, che Beethoven avrebbe accolto con una calorosa esplosione di gioia la cadenza in arpeggi da lui improvvisata sulla ottava battuta del primo Presto, a somiglianza di quella del pianoforte alla battuta 18. Non sappiamo se il bizzarro violinista si sia permesso anche altri arbitrii, più o meno di buon gusto. Ma è ben da credere che Beethoven abbia poi riveduto la Sonata prima di licenziarla alla stampa e introdotto eventualmente in essa gli emendamenti e le modificazioni che ad un più ponderato esame critico fossero apparsi necessari dopo quella prima esecuzione affrettata, in cui non c’era stato il tempo — e forse neppure la volontà precisa — di fissare la musica sulla carta in ogni suo particolare. Secondo una notizia che risale egualmente al Bridgetower, Beethoven avrebbe in principio pensato di dedicargli la Sonata; ma poi, in seguito ad uno screzio sorto fra loro « per causa d’una ragazza », la cosa sarebbe andata in fumo e la dedica trasferita a Rudolph Kreutzer. Bridgetower era un pallista nato e calzato; questa è l' unica fonte che abbiamo circa questa questione, e viene dall' unico interessato: quindi non dico che è falsa: non è attendibile. Bella è invece la nota in una lettera di Czerny: "Bridgetower era un mulatto e suonava in modo stravagante. Durante l' esecuzione della sonata si rideva di lui" ma io le fonti: Thayer-Riemann II, pagina 395. Il Bridge deve averla suonata almeno 4 volte, a metà maggio 1803. Però, dal momento che vedo sui quaderni Kessler e Wielhorsky (ottobre 1802) Beethoven avevà già abbozzato il tutto senza conoscere il signor Bridgetower nè avere re-incontrato il signor Kreutzer (B. lo aveva già conosciuto nel 1798 al tempo dell' abboccamento di Bernadotte). Secondo elemento: l' unico elemento che ci viene del giudizio di Kreutzer è Berlioz, che molti anni dopo, riferendo il giudizio del Kreutzer che la Sonata era « outrageusement inintelligible » aggiungeva che questo rispecchiava l’opinione del novantanove per cento dei musicisti di Parigi dell’epoca (cioè, approssimativamente, intorno al 1830). In realtà Berlioz, da buon beethoveniano, confuta l' opinione comune dei suoi colleghi francesi. Fenomenale: Kreutzer muore nel 1831 a Ginevra, Berlioz pubblica l' articolo nel 1832.... Che ne dite? Kreutzer nella colombaia, non può ribattere e Berlioz difende il suo idolo. Ancora anedottica, ottocentesca e stantia, che deve essere confutata parola per parola. Ma ce la faremo ragazzi, ce la faremo!!!
PS: Kreutzer la suonò, la sonata: Chantavoine, Beethoven, pagina 123 e Héctor Berlioz, preposta al Voyage musical en Allemagne et en Italie, études sur Beethoven, Gluck et Weber, mélanges et nouvelles, Paris 1844)