che tema difficile...
e quanto siamo severi...
E' un bel po' che non seguo concerti, ma ricordo che ascoltare Cecil Taylor, Ornette Coleman, Roscoe Mitchell, Tim Berne, Jonh Zorn, Bill Frisell, Paul Bley, L. Butch Morris, David Murray, A. Braxton, Jonh Scofield, Bobby Previte, Evan Parker, ma anche Lovano, Pieranunzi, Galliano, Trovesi, e via dicendo, non mi faceva sentire vecchio bacucco e non sembrava di assistere a noiose autocelebrazioni segnanti la fine della musica!
Adesso leggo invece che è finita 🙁
Beh, menomale che ci sono Sanremo e X-Factor!
Scherzo, era solo per sdrammatizzare, ho capito il discorso, ma penso che bisognerebbe essere sicuri di aver ascoltato tutto quello che viene proposto, per giudicare.
Cio' che dice Jazzmania è sensato, ma potrebbe risultare ingeneroso verso taluni musicisti.
Non poter definire Jazz una musica che per esigenze tecniche viene presentata come tale non significa che questa sia una accozzaglia virtuosa e gratuita di stili, può essere anche qualcos'altro che magari non stiamo capendo...
Non si può negare a priori che qualcuno abbia qualcosa da dire di suo e che sia espressione non artefatta del suo vivere, cioè Stuyvesaint ha ragione, ma attenzione a non cercare di riconoscere la Samba a tutti i costi!
p.s. Fermarsi agli anni '70 mi sembra esagerato come anche dire che Frisell suoni son uno stile vecchio di trent'anni...