Ho letto attentamente la lettera aperta inviata al Ministro. Nulla da obiettare però per esperienza personale non è detto che un grande concertista sia anche un ottimo didatta. Non sempre chi sa fare sa anche trasmettere.Inoltre la.didattica in Italia (soprattutto quella musicale) purtroppo è una disciplina ancora molto arretrata .
A me è piaciuta molto perché mette in primo piano la meritocrazia. Certo è importante mettersi ben d'accordo seriamente cosa determina la meritocrazia ma penso che questo Paese, se vorrà veramente fare un salto di qualità, dovrà puntare principalmete su essa, senza guardare in faccia a nessuno. E questo in tutti i campi, ovviamente! Insomma sempre di più bisogna andare verso una società meritocratica.
A me ha lasciato un po' così questa frase, chiaramente alludendo all'eventuale valore di un compositore:
" così come non è influente l’aver ricevuto commissioni per nuove opere fatte dalla Repubblica Francese (casualmente appena citata IRCAM) o dalla Biennale di Venezia,"
Un implicito riferimento allo stile che conta. E se uno ha commissioni in altri ambiti?
Inoltre concordo con Valchiria. Parafrasando, probabilmente sarebbe stato più didattico Padre Martini che Beethoven e Mozart lo sapeva.
Tutto per dire che uno stimato professionista deve essere sicuramente valutato meglio rispetto ad un cialtrone, ma in un contesto di media ponderata, nella quale conta anche la capacità di insegnare.
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Tiger
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Risposta 4 di Tiger
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Non sapevo che Lanza e Nomi insegnano in conservatorio. Dies Irae, ovvio che viene citato l'IRCAM in una lettera firmata da questi compositori, se partecipavi anche tu magari potevi citare altri prestigiosi "Mecenati" 🙂