Io concordo con Thallo e vorrei analizzare anche un tipo di discorso prettamente economico visto che alla fine gli enti e le organizzazioni perdono il loro controllo quando c'è crisi. Crisi significa non riuscire a trovare un posto di lavoro soddisfacente se non si è fortemente raccomandati, crisi significa tenere saldi i posti occupati cercando non solo di non perdere la poltrona ma provando a fare il possibile per migliorare la condizione e far sì che la poltrona venga inchiodata sui deretani di chi la detiene, salvo che questi cambiamenti non mettano a rischio l'esistenza dell'organizzazione stessa e sono sicuro che i conservatori abbracciando questa riforma prima o poi faranno crack e dovranno fare molti passi indietro per riprendersi... Ricordatevi questo post quando succederà... E' tutto scritto.
Diciamoci la verità, questa riforma dei conservatori nasce con questo scopo, uno scopo economico e basta. Chi è che ne soffre ? Ma ovviamente gli studenti motivati che seguendo questo panorama politico-economico si demotivano ed è per questo che nonostante la passione per la musica si cercano anche altre strade... Discorsi fatti e rifatti. Tornando ai conservatori. Cos'aveva il vecchio ordinamento che non andava ? Il vecchio ordinamento dei pianisti (prendo il mio come esempio) produceva pianisti, ed ha sempre fatto bene il suo lavoro. Alcuni di questi, quelli dotati, proseguivano con una carriera concertistica e magari insegnavano se capaci di farlo, quelli meno dotati si mettevano ad insegnare (non è detto che un pessimo pianista non debba essere un buon insegnante come non è detto che un buon pianista debba essere necessariamente un ottimo insegnante), quelli che non erano in grado di fare né una cosa né l'altra o non si diplomavano oppure una volta diplomati cambiavano strada perché su quella non riuscivano a mangiare. Era comunque un percorso che prometteva di trasformare adepti in ciò che avrebbero voluto essere: pianisti. Vogliamo fare una riforma ? Ok, togliamo la metà dei preludi e fughe dal clavicembalo ben temperato e mettiamo valzer e mazurche di Chopin tra i brani obbligatori visto che c'è chi si è diplomato senza suonare un brano di Chopin (tanto per dirne una)... La riforma dei conservatori per seguire il sistema universitario è solo una scelta politica e per rendere di elité un ente sul quale ultimamente si diceva di tutto; ritengo dunque che questa riforma sia solo uno scudo per cercare di non essere più attaccati; una cosa della serie: "Basta sparlare di noi ! Siamo il conservatorio di musica, la musica si fa qui dentro e basta !". In questo modo automaticamente insegnanti di conservatorio ora si ritrovano professori universitari ed ovviamente dovrebbero percepire anche gli stessi stipendi dei professori universitari.
La domanda ancora più interessante è che il 99% dei professori anziani ha lo stesso titolo che ho io: il diploma del vecchio ordinamento che vale come una laurea di primo livello, ma, correggetemi se sbaglio, alcuni di loro insegnano anche ai corsi biennali per la laurea di secondo livello 😳 . Con quale criterio ? Chiaro che hanno sicuramente molta più cultura di me in ambito musicale ma parlando di diritto pubblico, chi li investe di questo potere ?
Si presuppone poi che per entrare in conservatorio ci debba essere stata una preparazione sufficiente nei Licei musicali. Io non so se voi avete ascoltato il prodotto di questi licei musicali. Su youtube ce ne sono molti di video di saggi di fine anno di licei musicali. Non voglio postarli per una questione di delicatezza e di privacy ma andate ad ascoltarli. Una volta finito il liceo musicale dovranno entrare in conservatorio previo test di ammissione. Anche il conservatorio deve fare i suoi numeri quindi qualcuno di questi dovrà passare. Ora mi chiedo... In 3 anni, partendo da quelle condizioni come faranno ad arrivare a suonare i brani del diploma del vecchio ordinamento o anche uno studio di Chopin ??
Mi sembra dunque che si sia persa la voglia di fare veramente musica a favore della voglia di fare soldi e basta. La musica non cresce solo nei conservatori e per come la vedo io dopo questa riforma l'unica speranza era quella dello studio all'esterno dei conservatori (attenzione: non perché gli insegnanti privatisti sono meglio degli interni o viceversa gli insegnanti interni sono meglio dei privatisti; di insegnanti bravi ce ne possono essere dentro e fuori, semplicemente perché da privatista uno può scegliersi chi cavolo vuole... Ne provo uno, non mi piace come insegna ? Bene, lo cambio !), ma hanno pensato bene di tutelarsi bandendo la possibilità ai privatisti di sostenere esami al conservatorio... Bisognerebbe tornare indietro; se io fossi il direttore dei direttori, renderei obbligatorio almeno un concerto l'anno per ogni insegnante di conservatorio altrimenti a casa... E per una questione di DEMOCRAZIA, ognuno si sceglie l'insegnante che cacchio gli pare e l'istituzione verifica la preparazione a prescindere da chi è stato preparato, interno o esterno che sia... Idoneo ? Promosso, non idoneo ? Torni a studiare.