Mi unisco anch'io... Non avevo mai sentito una spiegazione così dettagliata sulla meccanica dell'organo a canne...
Speriamo che torni presto...
Avviata da
Membro
Membro
Mi unisco anch'io... Non avevo mai sentito una spiegazione così dettagliata sulla meccanica dell'organo a canne...
Speriamo che torni presto...
Amministratore
Mi accodo anch'io....
Membro
Sono più di cinquant'anni che suono l'organo, e non ho mai visto una presentazione così chiara istruttiva, intelligente.
Bellissimo il video relativo alla fabbricazione delle canne, con sottofondo musicale del corale " Nun Heiden Heiland " BWV 659, che adoro.
Due anni or sono, sono stato in contatto con i tecnici della casa organaria Mascioni per due settimane in occasione della manutenzione/restauro dell' organo della mia parrocchia. Circa millenovecento canne smontate, ripulite, rimontate, riaccordate.
Che spettacolo! Anche persone apparentemente disinteressate alla musica sono rimaste a bocca aperta.
Complimenti a Pasquale e a questo forum per questi squarci sul mondo semisconosciuto del vasto e complesso mondo musicale.
Membro
Sono di nuovo qui. Vediamo che posso fare. Se qualcuno ha qualche curiosità....
Membro
Membro
Grazie Pasquale per questo immenso, dettagliato e interessante topic.
Membro
Gennarino ha scritto:
Pasquale,
le Tue spiegazioni sono davvero un esempio di chiarezza estremo.
Mi rimangono (PER ADESSO!) solo un paio di curiosità, che riguardano tutte quest'aria che viene pompata.
1) Che cosa succede quando nessun tasto è premuto e l'aria si accumula? Come viene smaltita, per garantire che una nota dopo una pausa suoni come la stessa preceduta da altre?
2) Come si garantisce che non passi aria nelle intercapedini fra i canali e le stecche? E come si concilia la tenuta stagna con gli attriti che si generano?
3) L'attacco di una nota dipende dalla velocità con cui si preme il tasto ? In generale, se vuoi, la mia domanda è : Come controlli il volume ?
Grazie e a presto
Chiedo scusa se non ho risposto. Provvedo per quello che posso
1 - Il vento, come viene chiamato, generato oggi da un'elettroventilatore ( in passato da uno o poi mantici azionati a mano), viene inviato ed accumulato in un mantice che la distribuisce poi al somiere o ai vari somieri, se l'organo è piu grande.
Su questo mantice sono posizionati dei pesi che servono a regolare la pressione dell'aria nel " circuito"
L'aria in eccesso viene smaltita tramite una valvola di sfiato sul mantice stesso che si apre progressivamente mentre questo arriva alla massima capacità. Oppure c'e una valvola a tendina sull'ingresso del mantice che chiude progressivamente il vento che viene dal motore. Quando il mantice va giu la valvola si apre e fa affluire aria, quando il mantice si riempie la valvola chiude il flusso.
2 - L'aria nelle intercapedini non passa o ci sono micro perdite del tutto trascurabili. Il sistema in se garantisce tenuta, tieni conto che la pressione è molto bassa, simile al soffio che ci vuole per suonare un comune flauto dolce.
3 - Nell'organo teoricamente non c'è nessun tipo di controllo sull'emissione della nota. Alla fine è una valvola che si apre o non si apre. Quindi un ON-OFF
In pratica pero, e questo lo fa preferire agli organisti, l'organo a trasmissione meccanica permette un leggero feeling, poichè è il musicista stesso che, attraverso una serie di leveraggi, apre e chiude la valvola meccanicamente con le proprie dita, un po come il pianoforte.
Cosa che non può avvenire nei sistemi elettrici dove è un magnete, a distanza, che apre e chiude alla pressione del tasto
PS: Controllo del volume.
Visto che un controllo dell'espressione non è possibile, nei secoli scorsi si escogitò un metodo efficace.
Le canne vengono chiuse in una cassa di legno con delle griglie a mò di persiane che, collegate ad un pedale in consolle, vengono aperte e chiuse dell'organista. Questo da una sorta di vicinanza o lontananza del suono.
Le tastiere collegate ai corpi d'organo con queste caratteristiche vengono chiamate appunto "espressive"
Membro
Pasquale, sei con noi? Mi mancano le tue spiegazioni 🙂
Membro
Anch'io mi sto appassionando molto all'organo; ma, siccome i miei interessi musicali sono nella scrittura, sono particolarmente interessato ai temperamenti adottati via via nel tempo. Per esempio, mi sono reso conto che in parte sono nati e si sono evoluti con la tecnica costruttiva delle canne e la loro relativa difficoltà di accordatura...
E' un grosso peccato che questo spazio sia "spento", spero proprio che qualche altro maestro come Pasquale possa e voglia riprenderlo.
Membro
Parlare di Temperamento (o, per meglio dire, di Temperamenti) dell'organo è assai difficoltoso.
Diciamo che si è evoluta con la musica, gli strumenti e le mode/esigenze dei secoli.
Il problema canne non ha mai influito in maniera significativa.
Appena ho un po di tempo cerco di sviscerare qualcosa.