Musica e testi meravigliosi, suoni favolosi (originali e fuori dal mainstream).
In alcuni pezzi si fa ricorso agli strumenti microtonali di Harry Partch (una delle figure storiche dell'avanguardia musicale americana) e alcuni arrangiamenti sono firmati da Nico Muhly, uno dei compositori di maggior successo dell'ultima generazione di autori contemporanei statunitensi.
Ecco, in Italia è assolutamente impensabile qualcosa di simile in quanto facendo uno zoppicante parallelismo è come se in un contesto tutto italiano si chiamasse Antonioni a scrivere parti di archi e ottoni rendendo omaggio a Berio in un album di canzoni.
Non so se è chiaro?
🙁