Rattalino a mio avviso non è un buon critico per il semplice fatto che si lascia condizionare moltissimo dai gusti personali, che io condivido molto in parte, la sua passione per Vladimir Horowitz per esempio, non condivido affatto invece il declassamento totale di Georges Cziffra, ma lui essendo un critico dovrebbe essere oggettivo. Ma tralasciando questo, io che non sono un critico posso decretare se voglio il pianismo moderno per una questione filosofica mia, se invece fossi in una commissione il mio criterio valutativo sarebbe completamente diverso. In parole povere succede un po' questo, per questo in accademia non è ben visto.
@Chopin, rispondo che secondo me la critica è ben fatta quando oggettiva e competente, e da persone che contemporaneamente hanno un buon orecchio nel caso della musica, Rattalino non ha dedicato la propria vita a suonare il pianoforte ma nonostante tutto le sue conscenze gli consentono di conoscere a fondo gli aspetti tecnici, filologici, e storici delle esecuzioni, ha ascoltato tantissimo, il problema è che le utilizza per elevare unicamente chi preferisce. Quello non è far critica ma esprimere i propri gusti.
Se io pongo una persona dotata di buon orecchio musicale ma che non si è mai interessata a suonare uno strumento, e gli faccio confrontare un'esecuzione palesemente scadente con una degna di lode, questa mi dirà quale è la migliore, tuttavia, non avendo le conoscenze e non avendo mai ascoltato nulla, avrà difficoltà a stabilire invece quale tra due esecuzioni pressocchè di pari merito sia premiabile. Lì si prendono in considerazione gli aspetti tecnici e filologici di cui stiamo parlando.
Che Piero Rattalino abbia un cattivo orecchio ne dubito, ma probabilmente non ha mai avuto le qualità nervose e fisiologiche per diventare un concertista affermato, che sono una cosa completamente diversa dall'essere musicali o meno, ammesso che da giovane fosse la sua ambizione principale. Conosco persone dotatissime che nella vita hanno scelto di fare altro . Prima di poter parlare dovremmo sentire qualcosa di ben registrato, magari del periodo di maggiore attività. Non dimentichiamoci che ad una certa età i muscoli si irrigidiscono, i riflessi vengono meno, figuriamoci per uno che tocca la tastiera ogni tanto.