Rileggerei a mente fresca questo topic 😉
http://www.pianoconcerto.it/forum/index.php?/topic/989-tecnica-pianistica-e-debussy
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Rileggerei a mente fresca questo topic 😉
http://www.pianoconcerto.it/forum/index.php?/topic/989-tecnica-pianistica-e-debussy
Amministratore
Ma io non ho mai sostenuto che gli studi di Chopin siano inutili... Ti prego di postarmi il punto in cui ho detto questa frase.
L'argomento lì era ben diverso... ovvero: "Si può essere chiamati pianisti senza aver studiato gli studi di Chopin ?"
Ed io continuo ad essere convinto che si possa essere pianisti senza aver studiato gli studi di Chopin.
Esiste tantissima altra tecnica per sviluppare l'uguaglianza delle mani, certamente con gli studi di Chopin, oltre a progredire dal punto di vista tecnico fai anche repertorio, quindi si unisce l'utile al dilettevole.
Se ricordi bene però mi impuntavo sul fatto che per alcuni studi di Chopin è necessaria la mano grande per portarli a metronomo altrimenti sono dolori. ti porto l'esempio dell'op. 10 n. 9 tanto per restare in tema di sinistra, ma è la stessa storia praticamente per quasi tutti gli studi. Io ringraziando Dio ho una mano molto grande quindi non mi si creano problemi sugli studi, ma chi ha la mano piccola allora non può essere un pianista perché non può riuscire a suonare gli studi di Chopin perché sono pieni di decime ? Oppure perché come nel caso dell'op. 9 n. 10 non riesce a prendere una quinta con diteggiatura 5 - 4 al basso ? Se parliamo di uguaglianza delle mani e preparazione tecnica, bé allora la grandezza della mano c'entra poco. Quella è una cosa che purtroppo, per chi ha la mano piccola, limita solo il repertorio...
Moderatore
TheSimon, rileggendo però questo tuo scritto, da esterno alla discussione ...
TheSimon ha scritto:
Per altro, poi, i repertori per pianoforte purtroppo non migliorano questa disparità, ed anzi direi che quasi il 90% del repertorio pianistico è fatto per mano destra. Mi riferisco a tutto quel repertorio dove il virtuosismo, i passaggi complessi sono dedicati unicamente alla mano destra. Ecco, riconosco negli studi di Chopin la soluzione a queste problematiche. Essi sono pensati anche a questo scopo, far lavorare la sinistra, farle raggiungere il grado di preparazione, forza, elasticità e velocità della mano destra, equiparare le due mani.
sembra che Chopin sia il restante 10%....detta un po' così grossolanamente ...
🙂
Leggendo entrambi fra le righe, forse gli studi di Chopin danno una marcia in più alla sx e non solo dal punto di vista tecnico ....che ne dite?
Amministratore
Frank ha scritto:
Leggendo entrambi fra le righe, forse gli studi di Chopin danno una marcia in più alla sx e non solo dal punto di vista tecnico ....che ne dite?
Indubbiamente, ma come gli studi trascendentali di Liszt, come le opere di Czerny ecc. ecc.
Membro
Senza essere provocatori, secondo voi è opportuno passare ai trascendentali senza aver affrontato Chopin ... 😵
Amministratore
Forse non ho ben capito la domanda. Ma se ho capito bene, perché no ? Quale sarebbe l'impedimento ?
Membro
TheSimon ha scritto:
Forse non ho ben capito la domanda. Ma se ho capito bene, perché no ? Quale sarebbe l'impedimento ?
Impedimenti morali.... nessuno 🙂 Ma vedo i trascendentali più tosti di quelli di Chopin. Però non sono così avanti..per questo volevo sentire pareri...
Amministratore
Secondo me...
Studi di Chopin -> Più impegnativi
Studi di Liszt -> Più stancanti fisicamente.
Gli studi di Liszt sono virtuosistici, anche quelli di Chopin in realtà, anche se il tutto è più indirizzato alla cantabilità e non finalizzati al mero spettacolo per il pubblico.
Non è detto che il virtuosismo sia sinonimo di difficoltà. Il virtuosismo è velocità, forza "realizzativa" e la difficoltà è dal punto di vista fisico. Spesso nei brani virtuosistici si trovano elementi tecnici molto semplici e passaggi che a velocità moderata sono quasi scontati. Assumono tutto un altro sapore e difficoltà nel momento in cui si deve suonare al metronomo di Liszt. Ecco quindi che un determinato passaggio di cui non capivamo il senso improvvisamente assume colore se fatto alla giusta velocità. Come il video che è stato postato all'inizio con l'ottavo studio trascendentale, i risultati sono una grande sudata, grande soddisfazione e grande spettacolo, oltre ovviamente alla crescita dal punto di vista della tecnica della velocità e della resistenza fisica.
Sono studi che credo si equivalgano come difficoltà pensata in generale. Ogni autore fornisce nei suoi studi spunti diversi e risultati tecnici diversi, difficile dire quale sia più producente e quale meno, ma poi è così importante ? Come a dire posso scegliere tra l'arancio che contiene la vitamina C che fa bene per non prendere le malattie e la Banana che contiene potassio e fa bene al cuore ed ai muscoli. Nel dubbio nessuno mi vieta di farli entrambi... Se li prendo tutti e due starò bene con il cuore e prenderò pochi malanni...
Membro
Se Morgan abbia le mani che vanno a diversa velocità non so... a me sembra che abbia preso in giro beethoven solo per fare il buffone, peraltro con l'imperdonabile complicità di Augias. Non c'è da gridare alla lesa maestà ma questa ridicolizzazione dell'arte proprio non la sopporto.
Trovo giustissimo quanto scritto da pianoexpert; purtroppo il pianoforte risente troppo del mito ottocentesco del "virtuoso" nella sua accezione peggiore.
Quanto al manierismo penso che debbano considerarsi "di maniera" tutte le esecuzioni che non nascono (direi sgorgano) dall'emozione che prova l'inteprete nel momento stesso in cui suona, o da scelte interpretative ragionate, ma dalla fredda riproduzione di prassi esecutive consolidate.
Il che non significa (e quì sta la contraddizione irriducibile dell'arte e l'importanza del talento) che ogni esecutore dovrebbe necessariamente discostarsi da tali prassi esecutive: anche l'interpretazione più strettamente filologica e rigorosa può essere densa di emozione e affatto manierata.
Amministratore
Bellissimo commento !! Concordo al 100%
Moderatore
Sono anche io d'accordo con Pesatasti. Grazie per aver condiviso la mia opinione. Siamo d'accordo sul fatto che il"personalismo" prende origine da un grande approfondimento e da una grande capacità interpretativa.Un Musicista che ha ben compreso l'opera che sta eseguendo può permettersi alcuni personalismi, purchè siano di grande interese all'interpretazionee che non sottraggano chiarezza ai significati voluti dell'Autore. Questo avviene comunemente nelle "puntualizzazioni del ritmo, degli accenti, nel sottolineare la chiarezza di un attacco precedendolo da un rspiro di tempo e/o di pedale, flessibilità del tempo....insomma, il personalismo, intese come scelte personali, mette la firma ad una "eleganza" nel presentare una interpretazione. Una sorta di "stile personale" dell'esecutore che, comunque, non deve allontanarlsi troppo da una interpretazione strettamente filologica.
Membro
Ammazzatemi pure ma trovo invecchiata male questa interpretazione, ci sento tutta una serie di manierismi e mi dà una certa ansia.
Beethoven Piano Sonata No 32 Op 111 C minor , Arturo Benedetti Michelangeli
Amministratore
Ad un primo ascolto anche a me ha dato la stessa idea... Poi mi sono reso conto che il problema per me è psicologico e correlato al suono: è solamente la resa sonora che non mi convinceva. Suono picchiettato ed ultra compresso nonostante vada spesso in saturazione, solo più tardi mi sono reso conto che i microfoni erano piazzati dentro al pianoforte come nel Jazz... Errore imperdonabile del fonico che evidentemente non era un gran che, anche se la situazione non farebbe pensare ad una cosa del genere, la ripresa devo dire che è al limite dello scandaloso...
Amministratore
Senti con queste modifiche se rende di più l'idea... Non ho riaccoppiato il video volutamente perché mi interessa che tu esprima un'opinione solo sulla base dell'interpretazione. Ovviamente ho allegato solo una piccola parte... Per le saturazioni c'è poco da fare in post produzione. Se le forme d'onda sono tagliate, sono tagliate c'è poco da fare...
Ci sarebbe la possibilità di sistemare anche quelle entro certi limiti ma richiede molto tempo e non era il caso per un semplice ascolto. Fammi conoscere le tue impressioni.
http://www.pianoconcerto.it/condivisione/michelangeli_op111.mp3
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Molto meglo TheSimon, c'è da dire che sarà una registrazione storica...non so che mezzi avessero a disposizione 🙂