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Messaggio iniziale di francescochopin90
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Tecnologia del pianoforte
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Non sono preparato su questo fronte di ricerca. Confesso di essere più intuitivo sulla dinamica della meccanica, pur rispettando i principi fondamentali della Fisica. Quindi non vorrei avere la pretesa di addentrarmi in una trattazione scientifica della "leva" del tasto e delle sue dinamiche. Vanno comunque rispettate il più possibile le scelte della Casa costruttrice, pur sperimentando se si può migliorare qualcosa. Su alcuni strumenti ciò è possibile, analizzando la dinamica di "quello" strumento e ricavando una possibilità per migliorarne le prestazioni.
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Leggevo che il suo "metodo" è creare una coerenza nei pesi a partire dai martelli (che devono decrescere di peso in modo lineare) e solo dopo passare ai piombi. Quindi prima pesare i martelli sagomandoli o mettendo dei pesetti nell'anima in legno (e questo mi sembra strano, ma non so) e poi pesare la tastiera. Critica il voler compensare con i piombi nel tasto delle incongruenze di pesatura dei martelli (magari uno che pesa di più o di meno dei suoi due vicini). Se ho capito bene (ma non è detto), concettualmente è molto simile q ciò che hai fatto col mio pianoforte, dando una linearità di pesatura della martelliera scegliendone una leggera e sagomandola "ad hoc" per ottenere un'armoniosa e lineare pesatura decrescente dai martelli dei gravi fino agli acuti; successivamente sei passato alla linearità dei piombi e solo alla fine hai "rifinito" (passami i termini) il tutto sfruttando le molle di richiamo alla forcola. Penso che più o meno sia la stessa cosa. Mi lascia perplesso il fatto che Stanwood usi dei piccoli piombi nei martelli.