In una recente intervista Jacob Collier parla di negative harmony o mirror harmony, ma gli esempi non mi risultano chiarissimi, sapreste darmi delucidazioni?
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Messaggio iniziale di DrJellyfish
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In una recente intervista Jacob Collier parla di negative harmony o mirror harmony, ma gli esempi non mi risultano chiarissimi, sapreste darmi delucidazioni?
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Sorvoliamo sulla parte in cui intona tranquillamente i microintervalli... lì è proprio da malumore 😕
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Sulla prima parte Super-Ultra-Hyper-Mega-Meta Lydian, direi che la Plagale e la perfetta mi sembrano ok (a 40''); sulle scale proposte a 52''...parliamone. Sul 1'10'' ...va beh.
Sulla seconda parte, negative harmony, ci ho capito ben poco ... a partire dagli esempi riportati da Jazz Mania
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Alla fine forse ho capito qualcosa. Ci sono degli esempi interessanti nel libro di Persichetti. Si tratta di costruire armonie attraverso intervalli speculari, ad esempio a un Do maggiore si sovrappone un Fa minore: Do=Do, Do-Mi = Do-Lab (disc.), Do-Sol = Do-Fa (disc.). Il discorso si complica nel caso (come mi pare che faccia Collier) che gli intervalli inversi partano da due note differenti. Nell'esempio che fa costruisce un DØ speculare a un G7, ottenendo gli intervalli inversi a partire dal Sol; quindi ottiene 2M (Re), 4G (Fa), 5G (Sol), e 7M (Si) discendenti a partire dal Sol: Fa, Re, Do e Lab. Come vada interpretato il risultato dal punto di vista armonico resta un mistero 😃
A questo riguardo probabilmente dà dei chiarimenti il libro di Levy, che dovrei ancora leggere bene; mi sembra di capire che lui trovi una relazione armonica tra l'accordo e la sua inversione, ma dal punto di vista acustico non c'è più una relazione numerica. In altre parole, nell'armonia tonale gli accordi sono costruiti in base ad armonici (...), consonanze e dissonanze; se cerchiamo di ricreare questi rapporti su armonie inverse i principi dell'armonia tonale risultano stravolti, rimane solo il rapporto numerico tra intervalli e inversioni.
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Nelle inversioni una terza maggiore darà frutto ad una triade eccedente, una terza minore ad una triade diminuita, il tono porterà ad una triade maggiore, il semitono al tono, etc.
Per cui nelle concatenazioni secondo me a livello di triadi ci si trova ad accordi polivalenti, con altri intervalli (che si formerebbero partendo da rivolti e quadriadi) si formerebbero altri accordi non in stato fondamentale. Che questo si incastri in un contesto "tonale" (seppur molto esteso) è un po' difficile o meglio, tutto mi quadra se il motore fosse l'accosatemento di colori...se dietro ci fosse un II V...mah
Esempino:
Partendo da
re fa lab do | sol si fa lab (II7 Vb9 in do minore)
Avremmo
mi sol# si re | fa# la mib sol (V7 ?, diciamo una possibile tonicizzazione a qualcosa che verrà)
Sicuramente può aprire scenari interessanti, ma non si tratterebe più di relazioni tonali ma intervallari.Tant'è che Persichetti tratta un contesto armonico post tonale, dove chiaramente le relazioni fra accordi si erano spostate su altri fronti
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Sì, è quello che intendevo anch'io.
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Se può essere utile, segnalo Ernst Levy "Mirror or negative harmony"
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