Basterebbe già se contasse la cultura ... il resto verrebbe da se 🙂
«Povera Italia mia dove nessuno insegna la grande musica» Il violinista: «Se io fossi ministro della Cultura valorizzerei l’educazione artistica nelle scuole»
Basterebbe già se contasse la cultura ... il resto verrebbe da se 🙂
«Povera Italia mia dove nessuno insegna la grande musica» Il violinista: «Se io fossi ministro della Cultura valorizzerei l’educazione artistica nelle scuole»
Non si può pensare che persone come i nostri politici ed in particolare i ministri della scuola e della cultura, che si sono susseguiti nel tempo, hai quali aggiungo anche la massa dei burocrati polverosi completamente insensibili e ignoranti, rispetto alla cultura musicale, possano fare riforme che facciano crescere i giovani, come avviene in tutti gli stati civili, preparati e in condizioni di apprezzare la musica. Questo ha portato ad avere in Italia una folta schiera di handicappati culturali perchè a mio parere l'handicap non è solo fisico ma anche culturale. Per non parlare poi dello scandalo degli enti lirici e dei conservastori.
il che è peggio ancora...... bastava aggiornare i vecchi e basta...... a mio parere
Per quanto riguarda composizione molto meglio i nuovi programmi, riconosco che sono molto inpegnativi per cui è un altro parametro di selezione naturale 🙂
Per quanto riguarda composizione molto meglio i nuovi programmi, riconosco che sono molto inpegnativi per cui è un altro parametro di selezione naturale 🙂
infatti mi riferivo a pianoforte specialmente ahahah non conosco il nuovo programma di composizione
Un arte come la musica non è un hobby, non è nemmeno un lavoro, è la vita. Ogni musicista suona principalmente per se stesso e per condividere con gli altri un pezzo della sua vita...
"La personalità è un elemento assolutamente essenziale per ogni vera interpretazione. Quando Rubinstein ci suona la Sonata appassionata di Beethoven, non ci offre solo Beethoven, ma anche sé stesso, e così ci offre Beethoven in assoluto"
La storia del "Sì, ma cosa fai di lavoro-lavoro?" è il Leitmotiv delle nostre vite, credo. Nessun rimpianto di aver mollato l'Italia e la sua ipocrisia per andare a vivere in Germania. Dopo tre anni qui a volte mi sento ancora a disagio quando realizzo di avere uno stipendio-stipendio, di pagare le tasse-tasse e di essere considerata una lavoratrice come tutti gli altri. E' assurdo il lavaggio del cervello che ci hanno fatto fin da quando eravamo bambini un po' strani che invece di passare i pomeriggi a giocare col Nintendo sbattevamo la testa su terzine e arpeggi..."Ma sei ancora lì a studiare?" è stata la frase-tipo delle mie domeniche pomeriggio. E adesso che sono felice in un paese straniero mi sento pure dire "Eh va là, per te è facile che sei andata via dall'Italia..." o peggio ancora "Ah sei in Germania? Che culo (?!?), non è che trovi un posto pure a me?".
La musica è passione, ma non per questo il musicista deve essere considerato un lavoratore di serie B. Dovremmo avere il diritto di lavorare gratis se ci va, di farci pagare senza sentirci dei ladri, di non essere grati come cani affamati ogni volta che qualcuno riconosce il nostro lavoro con un (orrore!) pagamento.