Carlos ha scritto:
Questo, eventualmente, visto dalla parte del pubblico, non del musicista.
Giusto... Però, da quello che ho letto tra lettere e documenti vari, mi sembra che l'atteggiamento di Mozart sia stato più spesso quello di una competizione sulle opportunità di guadagnare spazi vitali (cioè di lavoro) detenuti da altri, quando per lui era difficilissimo averne (perché erano pochi, ma forse anche perché era troppo provinciale per essere un abile cortigiano), che di superiorità verso i suoi colleghi in quanto musicisti.
In particolare, mi ha sempre colpito il fatto che Mozart non abbia mai goduto di protettori di corte (nonostante ne avesse frequentate molte) come quasi tutti i suoi colleghi (Salieri, per esempio, era "protetto" da Gassmann); e immagino che questo possa spiegare diverse cose anche di certi suoi atteggiamenti verso alcuni colleghi (soprattutto una sorta di "complesso di esclusione"). Forse perché, nel suo vorticoso girovagare da bambino prodigio a seguito del padre, sapeva bene anche quanto l'aristocrazia sapesse essere sprezzante nei confronti dei musicisti, sia pure fatto salvo il bon ton; e non riusciva ad avere simpatia, con la spontaneità irriverente acquisita soprattutto dalla madre, per quei colleghi che, in quegli stessi ambienti, avevano saputo fare tanti inchini da insediarsi stabilmente. Mia teoria, ovviamente.
Salieri. Dai doc che ho letto, sembra che i rapporti con il maestro di Legnago (e con la sua amica Cavalieri) fossero di rispettosa cordialità; né risulta che Mozart abbia mai disprezzato il lavoro di Salieri, anche se la musicalità dei due era diversissima: Salieri, tra l'altro, era soprattutto dedicato al teatro più o meno "serio", nello stile di Gluck; quindi, forse, non c'erano molte occasioni di confronti diretti... Per esempio: Salieri scrisse solo due concerti, e pure bruttini assai, per piano e orchestra; Mozart, invece, non ebbe praticamente rivali, nel genere; ma ciò che Salieri espresse nell'opera seria fu ben maggiore di quanto riuscì a Mozart; in generale, l'attenzione di Salieri per la musica strumentale si concentra in pochi esempi significativi, mentre in Mozart è monumentale; a Salieri riuscì di essere il migliore insegnante di tutti i tempi (Beethoven, Schubert, Meyerbeer, Lizst furono suoi allievi), mentre Mozart trasse dall'insegnamento ben poche soddisfazioni... La musica sacra di Salieri è abbondante ma veramente poco d'effetto (almeno per il nostro gusto odierno), per quanto sinceramente sentite; mentre Mozart ha piazzato diversi lavori da brivido (dall'Ave Verum ad un paio di messe, oltre al Requiem). Salieri era un uomo particolarmente colto e raffinato ("di mondo", come direbbe Totò), Mozart era senza dubbio ad un altro livello... Insomma, immagino che la loro distanza in tutto (e la posizione di Salieri a corte, irragiungibile per Mozart) non li abbia mai messi in reale competizione.