Un mio amico dice che a suo parere la musica di Bach è quella che più spesso funziona anche se suonata su strumenti diversi da quelli per cui è stata concepita; è musica cioè astratta e più di ogni altra indipendente dallo strumento usato.
Ora io penso che avesse ragione e secondo me questo esempio lo dimostra, sentitela con questo timbro davvero poco nobile, anzi persino ridicolo:
La musica di Bach sembra trionfare persino su questo, mentre secondo me una gran quantità di brani ad es. dell'ottocento che eseguiti sul proprio strumento di destinazione sono dei capolavori, con un timbro del genere risulterebbero davvero ridicoli.
Che ne pensate?
Ci sono altri compositori che si sono accupati di musica astratta o ...assoluta 😵 ...è lecito dire così...
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Eagle
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Risposta 2 di Eagle
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Oracolo ha scritto:
Che ne pensate?
Molto simpaticamente...forse è l'unico strumento con il quale è meglio non suonare Bach 😟
Un mio amico dice che a suo parere la musica di Bach è quella che più spesso funziona anche se suonata su strumenti diversi da quelli per cui è stata concepita; è musica cioè astratta e più di ogni altra indipendente dallo strumento usato.
Ora io penso che avesse ragione e secondo me questo esempio lo dimostra, sentitela con questo timbro davvero poco nobile, anzi persino ridicolo:
La musica di Bach sembra trionfare persino su questo, mentre secondo me una gran quantità di brani ad es. dell'ottocento che eseguiti sul proprio strumento di destinazione sono dei capolavori, con un timbro del genere risulterebbero davvero ridicoli.
Che ne pensate?
Ci sono altri compositori che si sono accupati di musica astratta o ...assoluta 😵 ...è lecito dire così...
Non è una questione di autori o periodi...ma di forma 😉
Quella contrappuntistica si presta a "operazioni" del genere (magari più lodevoli, eh!) perché consiste essenzialmente nell'interrelazione tra le voci, cioè in rapporto a note appartenenti a linee melodiche diverse.
Ma non è tanto Bach 🙂 Una fuga di Schumann o di Hindemith hanno le stesse potenzialità di riutilizzo.
Certo JSB è al 95% contrappunto, la vedo comunque dura portare su "uno strumento qualunque" un preludio come quello in MIb minore del I libro del WTC o l'Adagio del Capriccio BWV992, che sono poco o per nulla contrappuntistici.
Detto questo, sono dell'opinione che, proprio perché nella musica contrappuntistica il timbro è un elemento "esterno" alla logica musicale, esso assume un'importanza eccezionale nell'esecuzione (in un'esecuzione che abbia finalità artistiche, ovviamente, non cavolate del genere).
Infatti, se in altro repertorio è la musica stessa a "fare il suono" (pensiamo soltanto alla scrittura pianistica di un Liszt o di un
Debussy), nella musica contrappuntistica (bachiana in particolare), la ricerca timbrica è un "peso" che grava solo sull'esecutore.
E' qualcosa che non troverà mai "scritta" nella musica stessa, ma dovrà lui stesso pensare e applicare ..con tutti i rischi del caso.
Di qui la grandezza di gente come Gould che hanno letteralmente "inventato" un suono per Bach ... per il Bach al pianoforte 😉.
Il livello di astrattezza aumenta con la quantità di contrappunto che c'è nel brano: dove questa è massima, come nel caso del ricercare a 6, aumenta la "trasportabilità strumentale" e l'idea musicale rimane intonsa, pura, persino con questo timbro improbabile... faccine a
Sarà Ludovica, ma secondo me il timbro fa la sua parte...ok sulla "trasportabilità strumentale" ... però che ci sia uno strumento musicale degno di questo nome ....