Rugiati sarà pure bravo ma uno che fa un menù apposta per bersi una coca-cola insieme....... Capisco che sia pur sempre lavoro e forse è un problema mio ma non riesco a concepire il cucinare qualche cosa che sia connesso papillogustativamente con la coca-cola!
Non che non mi piaccia, anzi, ma da lì ad abbinarci un menù degno di questo nome..
La chiave è tutta qui. Rugiati non ha un ristorante, ha un'impresa di catering (a quanto ne so). Questo vuol dire che è uno che vuole guadagnare, non necessariamente "filosofeggiando", e per guadagnare nel mondo della ristorazione devi saper fare il tuo lavoro e fare robe per le masse. L'uomo che ha inventato la ricetta del BigMac probabilmente è ricco abbastanza per 10 vite.
Anche la cucina è come la composizione musicale. La storia dà riconoscimenti a quelli che scrivono 10 stupende composizioni, ma i soldi se li beccano quelli che ne scrivono 200 secondo il gusto dell'epoca.
distinguendo musica d'arte da musica di non arte stai già imponendo una dicotomia non d'epoca, secondo me. Se continuiamo il discorso sul campo del mercato (perché si parlava di compositori che guadagnano), allora non c'è dubbio che i compositori meglio pagati siano gli autori pop
Adesso allora togli d'arte...ho trovato interessante quel tuo post perchè il gusto dell'epoca può essere in senso lato anche l'estetica. In sintesi, le tue ultime parole eliminano automaticamente la musica d'arte (in generale)...che invece sarebbe di quale gusto/estetica?
Te lo chiedo, perchè in passato diversi capolavori rispondevano al gusto dell'epoca...oppure no?
La sigla del primo video la trovo scontatissima, vero che è per un programma tv e le richieste possono essere state queste da parte dei produttori, però in generale penso che
se si usano oggetti non convenzionali per produrre musica, debba essere scritta/suonata musica non convenzionale, o comunque non in un modo che ci si aspetta.
Qui entra in gioco l' inversamente proporzionale: oggetti non convenzionali per musica convenzionale, invece ( per me ) il rapporto dovrebbe essere direttamente proporzionale.
I tubi utilizzati in un video, a cosa serve fare "musica" o meglio ritmo da tipico pezzo da discoteca quando si ha a disposizione un oggetto modificabile in molti modi, tali
da ottenere sonorità particolari?E' possibile ovviamente registrare varie sessioni di campioni singoli, toccando, sfregando, soffiando, utilizzando qualsiasi materiale, anche inerte,
le possibilità sono molteplici, e questo uso lo ritengo "sprecato".
X
Xenakis
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Risposta 27 di Xenakis
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Ti capisco Piccinesco ma condivido parzialmente.
Lo stesso discorso si potrebbe fare con l'armonia...eppure esiste la musica pop con eccellenze in quell'ambito.
Per cui un conto è il potenziale e un conto è scrivere con una parte di quel potenziale della musica popolare.
Lo so, ci sono molti esempi di musica veramente buona, però appunto se si usano oggetti non destinati originriamente alla musica, venissero usati almeno in modo inusuale.
Adesso allora togli d'arte...ho trovato interessante quel tuo post perchè il gusto dell'epoca può essere in senso lato anche l'estetica. In sintesi, le tue ultime parole eliminano automaticamente la musica d'arte (in generale)...che invece sarebbe di quale gusto/estetica?
Te lo chiedo, perchè in passato diversi capolavori rispondevano al gusto dell'epoca...oppure no?
Ma, allora, la questione in effetti è più complessa di quanto sembra... diciamo che oltre al gusto dovremmo considerare le pratiche di fruizione. Ma è molto complesso affrontare l'intera storia, così. Oggi siamo abituati a parlare di gusto prendendo come esempio una percentuale gigantesca di popolazione che ha accesso alla musica e al suo mercato. Se parliamo di gusto del '700 stiamo parlando, invece, di una percentuale minima di popolazione mondiale. Ed infatti il vero scontro tra musica d'arte e musica non d'arte avviene in epoca contemporanea, quando anche la musica non d'arte ha accesso al grande pubblico, ed il grande pubblico ha la possibilità di avere accesso alla musica. Sarà banale ma parliamo sempre della nascita dell'industria discografica come grande spartiacque della storia della musica. Semplificando, credo che questo abbia portato prima ad una polarizzazione molto forte tra musica pop, "commerciale" e, appunto, musica d'arte, ipoteticamente non commerciale (differenza che in altre epoca sarebbe stata insensata). In realtà oggi le logiche della musica che consideriamo d'arte sono identiche a quelle della musica pop. Ci sono compositori di grande successo, realtà di nicchia, autoproduzioni, cose belle e cose brutte. Ed il pubblico, molto più eterogeneo, ha un rapporto egalitario con la fruizione di diversi generi. Nella stessa borsa della spesa ci sta un CD di Bjork e uno di Pavarotti.
T
Tiger
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Risposta 30 di Tiger
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Mi intrometto, allora Thallo, come riscriveresti (in base al tuo ultimo post) la seguente affermazione?
"La storia dà riconoscimenti a quelli che scrivono 10 stupende composizioni, ma i soldi se li beccano quelli che ne scrivono 200 secondo il gusto dell'epoca."