E' una cosa molto specifica e non mi stupirei se non trovassi spunti sostanziali.
Comunque, sto cercando di "vagliare il campo" su un tema come quello della musica vocale non verbale, possibilmente connessa al teatro musicale e alle tecniche vocali estese (quindi non solo tecnica lirica classica). Conoscete autori che si sono dedicati alla scrittura di opere, oratori, cantate, forme miste di teatro vocale SENZA testo o con ampie parti di vocalizzi?
Dalle mie minuscole ricerche preliminari, le cose più interessanti le han fatte Meredith Monk (Atlas è un'intera opera senza libretto, per quello che ne so), Glass (Einstein on the beach è un must), Peter Maxwell Davies (il suo "Eight songs for a mad king" dovrebbe essere un monodramma, quindi una messa in scena, e il testo è quasi una scusa per dare sfoggio di suoni vocali assurdi) e Sciarrino (in Lohengrin, che è una specie di monologo, le parole diventano suoni ambientali).
Mi mancano altre parti di repertorio... non conosco bene Henze nè Bussotti, per esempio... spunti?
T
Tiger
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Risposta 2 di Tiger
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Una domanda a monte. E' esclusa la musica elettronica?
A
Annuccia
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Risposta 3 di Annuccia
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Nella Missa Brevis di Kodaly c'è un Introitus senza testo, aggiunto dopo ma non so se ci sono vocalizzi però 🙁
AS
Autore storico
Risposta 4 di Autore storico
...e qualcosa di esotico?
... stavo penando all'india 😉
L
Ludovica
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Risposta 5 di Ludovica
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Un ambito potrebbe essere la musica da film, quante scene sono accompagnate da cori che vocalizzano e basta.
in teoria non sarebbe esclusa la musica elettronica... anzi, in questa fase sarei molto incuriosito dal conoscere meglio anche quel campo, e con quel campo intendo il teatro musicale che fa uso di elettronica anche nel processare la voce.
@Annuccia
però non è teatro...
@Jack
sarebbe interessante capire se alcuni compositori contemporanei hanno usato quel tipo di vocalità in un teatro musicale. Dovrei chiedere a Riccardo Nova in effetti...
@Ludovica
affascinante e problematico al tempo stesso, ahimè... questa domanda che vi ho fatto potrebbe diventare la base di una ricerca che vorrei usare per entrare al dottorato. Ad ogni passo diventerà sempre più stretta, quindi, e metodologizzata in modo radicale. Ahimè la musica da film ha problemi molto particolari, potrebbe essere uno spunto per alcune cose e una deviazione per altre. Penso spesso all'uso che Morricone fa del vocalizzo femminile, e penso sia spettacolare. Anche Tarantino lo riprende, più o meno, ma è una di quelle cose che andrebbe la pena di trattare a se stante. Nella mia idea preliminare, una ricerca sul vocale esteso non verbale nel teatro musicale avrebbe senso solo se si riescono a trovare i meccanismi in cui la voce incide sulla drammaturgia, pur senza testo. Sciarrino, Glass e la Monk sono perfetti, in tal senso, perchè c'è una ricerca proprio di questo tipo. La colonna sonora sarebbe troppo diversa, disomogenea. Il massimo a questo punto (per me) sarebbe trovare qualcosa di veramente strano, rivoluzionario. Confido di trovarlo prima o poi 😴
X
Xenakis
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Risposta 7 di Xenakis
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thallo ha scritto:
@Tiger
in teoria non sarebbe esclusa la musica elettronica... anzi, in questa fase sarei molto incuriosito dal conoscere meglio anche quel campo, e con quel campo intendo il teatro musicale che fa uso di elettronica anche nel processare la voce.
Potrebbe essere utile questo testo:
LUCIANO BERIO, Intervista sulla musica, a cura di Rossana Dalmonte, Roma, GLF editori Laterza, 2007.
Mi viene in mente Demetrio Stratos, ma anche un'amico che anni fa mi parlava di un insegnante di canto di Darmstadt, se non ricordo male, sostenendo che con la voce si riuscisse a fare qualunque cosa, tanto da rendere inutile la musica elettronica (una provocazione per discutere...)
in teoria non sarebbe esclusa la musica elettronica... anzi, in questa fase sarei molto incuriosito dal conoscere meglio anche quel campo, e con quel campo intendo il teatro musicale che fa uso di elettronica anche nel processare la voce.
Dovresti documentarti su "Unreported inbound Palermo" di Melchiorre Alessandro 😉