thallo ha scritto:
http://www.yelp.com/search?find_desc=Sheet+Music+Store&find_loc=New+York%2C+NY
da questo sito pare che ci siano ancora un bel po' di negozi di spartiti a New York.
Non ho mai visto la Grande Mela, ma qualcosa mi dice che la notizia si riferisce "solo" a quel negozio lì e che quel negozio lì non è affatto l'ultimo negozio di spartiti a New York. Al massimo potrebbe essere stato l'ultimo negozio con soli spartiti di classica, e non vedo come una nona di Beethoven possa essere meno nona se nella stanza accanto c'è anche lo spartito di Cats...
Claudio permettimi di unire a questo tuo scritto un'altra questione che tu, direi un po' sconsolatamente, poni spesso ultimamente e cioè questa:
Ora arriva Thallo che, come gli capita spesso negli ultimi mesi, è SCONFORTATO dalla piega di alcune discussioni...
Per me sono tutte variazioni sul tema della solita crociata contro la musica "contemporanea", che tanto contemporanea ormai non è.
Le unisco perché sono, correggimi se sbaglio, attinenti al tuo modo di pensare in questo momento circa il nostro rapporto con la contemporaneità e, visto che questa discussione si era sviluppata già anche fra noi due in altro topics, mi permette di chiarire alcune cose.
Tu sai bene che da parte mia non esistono crociate contro nessuno, tanto meno contro musiche di un genere o di un altro. Penso però che sia sbagliato sempre fare dei minestroni dove si vuole equiparare generi diversi, dove tutto diventa sostanzialmente uguale, lo penso per la musica contemporanea, come per quella di ieri e per quella di inizio ottocento, barocca, rinascimentale e medievale. In realtà, lo sappiamo bene entrambi, come lo sanno tutti quelli che a varie riprese si scagliano contro o quell'altra musica: non saranno certamente i nostri gusti, le nostre più o meno giuste o discutibili argomentazioni, a decidere quale di questa nostra musica contemporanea sarà decretata immortale, ma lo saranno le generazioni future.
Dunque teniamoci ognuno i propri di gusti con la consapevolezza però che non necessariamente la musica che più amiamo sarà quella che vivrà ad imperituro.
Il discorso poi della sparizione dalla scena di certi luoghi che fino ad un po' di tempo fa, sembravano fuori discussione, è espressione della nostra modernità e dunque contemporaneità. Non servirà dunque nulla, come fa qualcuno anche in questo forum, stracciarsi le vesti, maledire questo e quello perché, piaccia o non piaccia, noi non possiamo che prenderne atto e farcene una ragione.
Ora Claudio però, se io non faccio parte di quelli che pensano che il mondo di ieri fosse "il miglior mondo possibile", altrettanto non faccio parte di quelli che pensano che il mondo di oggi e quello che, allo stato attuale si prospetta sia "il miglior mondo possibile".
Ora, è vero: la Nona di Beethoven è la Nona di Beethoven sia che la metti accanto a .... sia che la metti accanto a ...., ma è altrettanto vero che è un dato di fatto che i negozi che erano esclusivamente portatori di un certo tipo di musica, oggi non riescono più a sorreggersi. E questo è un chiaro sintomo di un cambiamento culturale, sociale ... verso cui possiamo dolerci o rimanere indifferenti o anche gioire, ma comunque che tale è.
Così è stato per le sale cinematografiche: soprattutto di provincia, seconda visione ma anche molte di prima visione. Così è stato per tante attività, così è anche per le librerie private, ecc. ecc. ecc.
Dal mio punto di vista prendo atto ma non gioisco e non sono e non resto indifferente a tutto ciò. Da "vecchio romantico", qual sono, penso che noi stiamo, sostanzialmente con il consenso e l'indifferenza, dilapidando un po' alla volta molto del nostro capitale culturale...(pffff, al vento) L'importante poi è dopo, non pentirsene perché dopo potrebbe essere troppo tardi.