Grazie.
Ho visionato i tutorial sull'acquisto di un pianoforte usato e quello relativo alla nomenclatura delle parti (...mi riservo di visionare con calma tutti gli altri). Che dire, davvero molto istruttivi!
Il pianoforte è uno strumento davvero complesso e, accingendosi all'acquisto di un usato, tale complessità esigerebbe la valutazione di una persona esperta e competente (possibilmente terza). Come in tutte le cose della vita l'improvvisazione è foriera di grossolani abbagli. Informarsi richiede però tempo, studio, applicazione. L'alternativa sarebbe fidarsi del consiglio del venditore, ciò che potrebbe rivelarsi scelta improvvida.
Un bel rompicapo!
Il parere di un esperto del settore (come dicevo, persona possibilmente terza) sarebbe la soluzione più ragionevole. Ma nelle piccole realtà come quella in cui vivo, venditore e persona esperta coincidono. Non si scappa.
Io penso che un pianoforte "di pregio" andrebbe acquistato solo se in possesso della maturità tecnico/artistica per poterlo scegliere consapevolmente.
Nella fattispecie mi sono però ritrovato difronte ad una richiesta di un consiglio di acquisto (...io che studio pianoforte solo da un paio d'anni e possiedo un digitale ?!).
Per farla breve, mio nipote, adolescente, frequenta un'accademia musicale (non ancora il conservatorio) e mia sorella ha deciso di investire in un coda. Ho visitato i vari punti vendita della mia città e ho "provato" un pò di strumenti. Per lo più C3... te li tirano dietro.
Alla luce di quanto appreso nei tutorial, alcuni erano davvero messi male, sebbene ricondizionati. Ma sarà poi vero?
E, ripeto, con tutta l'attenzione che si può prestare, se non si è un tecnico tante cose forse non si possono capire. E' vero, si possono verificare il suono, la meccanica, i martelli, l'eventuale presenza di ruggine sulle corde ed eventuali crepe evidenti sulla tavola armonica e sui ponticelli.
Ma come si fa a capire se la tavola armonica è "davvero" a posto, se il pianoforte non ha preso troppa umidità, se il somière (credo si scriva cosi) e la caviglie siano in ordine? Mica si può andare in negozio con una chiave e provare una ad una...
E poi la meccanica... da profano credo che un'analisi rigorosa richiederebbe lo "smontaggio" del tavolaccio e la verifica della meccanica dei tasti, uno per uno.
Fra i tanti Yamaha, in questi giorni ho provato un mezza coda (187 cm mi pare) Krauss del '94. Suono davvero bello, rotondo! Ma prezzo troppo impegnativo (15K €) per un acquisto "non consapevole".
In definitiva, il mio consiglio è stato di aspettare il tempo necessario per poter acquistare un coda nuovo. Un buon giapponese più in la sarebbe fattibile.
Penso che sul nuovo (che non sia un entry level) non si dovrebbero avere brutte sorprese. A parte la svalutazione rapida dello strumento.
Mi riservo di provare Il Kawai GX-2 (magari 3) e la serie CX della Yamaha (C2X e C3X nel caso il prezzo diminuisca). In verità la meccanica e il suono Kawai li preferisco (per il poco che ho potuto provare), ma tutti i coda Kawai montano meccaniche con componenti in carbonio, credo. Ciò che, se ho ben capito, è ad oggi un'incognita.
Se poteste consigliarmi qualche alternativa agli strumenti indicati e su questo ordine di investimento (20K €), o magari se qualche "serie" è meglio riuscita... ve ne sarei grato. Avrei una rosa più ampia di strumenti su cui lavorare, in prospettiva.
Certo è che continuerò ad informarmi....