Accordatura

Orecchio Preferito ?

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Pianoaccordatore

Messaggio iniziale di Pianoaccordatore

un saluto a tutti gli amici del forum . . .

.......vedendo il video su l'accordatura, mi sono reso conto che nella prima parte del video,

Paolo volge la testa verso destra porgendo di conseguenza l'orecchio sinistro verso il suono.

Durante l'accordatura, spesso mi accorgo di fare involontariamente lo stesso gesto.

quindi la domanda è: c'è un'orecchio preferito per ascoltare meglio le più piccole sfumature del suono ?

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Risposta 2 di pianoexpert

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Assolutamente no. E' un gesto non voluto. però negli acuti, bisogna muoversi con tutto il corpo per cercale la direzionalità dell'onda sonora. Quando viene catturata, il suono si sente più forte e questo giova a fare gli unisoni. Non dimentichiamo che negli acuti e nei superacuti, gli armonici sono di breve durata e l'ascolto dellla nitidezza della fondamentale, al momento del transiente d'attacco è importante.

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Risposta 3 di Frank

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pianoexpert ha scritto:

Non dimentichiamo che negli acuti e nei superacuti, gli armonici sono di breve durata

Avrei giurato che sono di meno, come si inserisce nel discorso il principio di durata al quale fai cenno?

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Risposta 4 di pianoexpert

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Ok. Non facciamo "le lastre" alle parole. Capita addirittura, a volte di sentire negli acuti un solo colpo di attacco con rapido decadimento del suono.La fondamentale sovrasta i pochi armonici e vive anche lei per un tempo brevissimo. Così, potrebbe andar bene?

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Risposta 5 di Frank

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pianoexpert ha scritto:

Ok. Non facciamo "le lastre" alle parole. Capita addirittura, a volte di sentire negli acuti un solo colpo di attacco con rapido decadimento del suono.La fondamentale sovrasta i pochi armonici e vive anche lei per un tempo brevissimo. Così, potrebbe andar bene?

Percepisco un certo irrigidimento ma non ne capisco la motivazione, avrò pur diritto di fare una domanda, no?

Lo chiedevo perché il pianoforte, seppur lo strumento tradizionale con la maggiore estensione, copre solo una gamma ridotta di suoni percepibili dall’uomo.

Verso il grave ha una buona copertura, ma verso il registro acuto invece riesce a dei forti limiti, per questo chiaramente una volta vicini all’estremo acuto …. gli armonici disponibili sono pochissimi.

La durata alla quale fai cenno mi sembra più legata alla “robustezza” dei suoni in quel registro e quindi forse più legato alla risonanza … alla quale chiaramente contribuiscono pure gli armonici.

Però il mio è un ragionamento ad alta voce … non so cosa ne pensi tu o altri interessati al discorso ( al di la delle definizioni).

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Risposta 6 di pianoexpert

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Assolutamente nessun irrigidimento, amico mio. Nessuno. E' che temo di complicare le cose. Di creare confusione. abeniisimo. Secondo me la tua precisazione è giusta. Insomma ...facciamo a capirci..qua negli acuti, gli armonici si ascoltano poco e, casomai, per un breve tempo. Nei bassi, addirittura, gli armonici prevalgono talmente nel loro "protagonismo", che ricostruiscono, durante il nostro ascolto, il suono fondamentale!!! Qui un certo Fisico di nome GENNARINO potrebbe illuminarci scientificamente!!!! Spero ...lo farà!!!

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