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per gli esperti: pratica e requisiti per prendere il diploma di pianoforte

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pianistamaggiorenneDi38

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Risposta 21 di lory

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Marta23 ha apprezzato il mio commento, ma vorrei sapere anche cosa pensa lei... Sentiamo un altro parere di donna 😆

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Risposta 22 di Marta23

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Concordo sul fatto che l'integrale degli studi di Chopin non è per tutti, o meglio, dovrebbe essere per tutti ... i professionisti. Ma sappiamo bene che non è sempre così.

Ogni studio ti pone davanti a difficoltà tecniche ed espressive sempre diverse, dare giustizia a tutta quella musica è impresa importante.

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Risposta 23 di Thesimon

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@Lory

Oddio, per fortuna il problema della mano piccola non ce l'ho quindi non posso risponderti perché non saprei se effettivamente riscontrerei quei problemi con una mano piccola, ma soprattutto, cosa grave non posso controbattere; dovresti parlarne con chi ha riscontrato i tuoi stessi problemi nello studio di quest'opera. La logica mi suggerisce comunque che gli studi di Chopin, per chi ha una mano piccola, si possano fare come supporto tecnico (che non è poco) anche se non destinati ad un pubblico o ad un concorso.

@Marta

Non esageriamo, concordo che gli Studi di Chopin debbano passare per le mani dei professionisti ma da qui a realizzare addirittura un integrale il passo è lungo. Anche le sonate di Mozart sono molto importanti ma ci sono moltissimi pianisti di professione che sono passati per Mozart studiando le sonate più significative, o semplicemente quelle che solleticavano maggiormente il loro estro, senza fare l'integrale, che in pochi hanno fatto. Allo stesso modo ci sono tantissimi pianisti molto in gamba che hanno suonato qualche studio di Chopin senza passare per un integrale, anche questi non sono in molti. Nel caso degli studi di Chopin a differenza di quelli di Mozart, ecco qui credo sia il caso che ogni pianista li conosca uno per uno, gli abbia dato una letta anche veloce, tanto per avere un piccolo lume nel cervello che gli faccia intuire la tecnica alla base di un particolare studio.

Riassumendo dunque credo che un pianista che si ritiene un musicista prima di essere pianista, e professionista, debba per forza di cose conoscere gli studi di Chopin e studiarne almeno i più significativi. Non penso sia vero il contrario però, ovvero che non si possa considerare pianista professionista chi non passa per gli studi di Chopin, proprio perché come affermavo possono verificarsi dei casi dove anatomicamente non è possibile portare a compimento studi di questo genere. Ma questo non significa nulla, ci saranno altri generi "più ravvicinati" in cui quel pianista potrà dare il meglio di sé. Questo tanto per riportare un ragionamento che avevo fatto in un altro post e che per coerenza ripeto in questo.

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