Ma, ogni pianoforte ha la sua pesatura dettata dai limiti della meccanica. Infatti il peso di abbassamento non lo scegliamo noi. E' dettato da un buon peso di ritorno che deve essere superiore ai 20 gr. circa, nei medi e negli acuti si può arrivare anche a 27. Come già detto nei miei video, deve sussistere un rapporto tra peso di abbassamento e peso di ritorno. E' preferibile aumentare il peso di abbassamento per avere un buon ritorno. Ovviamente tutte le Case hanno studiato accorgimenti e geometrie sofisticate per diminuire le masse , quindi gli attriti e di conseguenza avere dei valori soddisfacenti, che rendono al pianosta la tastiera "facile". Le fibre al carbonio sono l'ultima "invenzione". La leggerezza rispetto al legno rende minori i pesi e rende più "agile "la meccanica. Le grandi Case, però, ancora non le usano. Tutto, nel mondo del movimento, sembra andare verso "il leggero". Pensiamo all'evoluzione della racchetta da tennis: dal legno al metallo, al carbonio....e che dire degli sci? Dal frassino, al laminato, alla fibra con speciali mescole.
Il tempo darà ragione o torto a questa evoluzione.
Nel caso della meccanica del pianoforte acustico, voremmo un basso peso di abbassamento e un grande peso di ritorno. Steinway sembra ancora vincere e vincere anche sull' assenza di alcune "contro -energetiche" vibrazioni di alcune parti meccaniche ( vedi forcole sagomate- brevetto Steinway).
Un amico in visita alla fiera Cremona Pianoforte ha provato diversi pianoforti con la meccanica WNG in fibre compositi, uno steingreber, uno schulze pollmann ed un Tallone vecchio. Le ha trovate ottime e molto interessanti. Cosa ne pensi?
Sembra ch ci sia una spinta all'affermazione della fibra di carbonio. D'accordo, è più leggera, quindi dovrebbe diminuire le masse della meccanica, minor pesatura della tastiera..e così via. Del Tallone ho massima stima e bellissimi ricordi. Ricordo, in passato, di averne provato uno al Conservatorio di Pesaro. Mi sembrava un sogno. in seguito ne ho conosciuti altri, anche verticali. Tallone era un nostro stimatissimo artigiano e acordatore , che seguì anche Michelangeli per un buon periodo di tempo. Forse era troppo modesto, perché i pianoforti da lui costruiti e rimasti, anche se pochi, sono magnifici. Steingreber ottimo strumento. Schulze Polmann, nostro vanto italiano, so che fo, anni fa assorbito dalla GEM. Non so ancora quanto sia rispettato il progetto originario. Comunque sia i verticali che le code vanno bene
Una domanda a pianoexpert. A grandi linee è più pesante una tastiera di un pianoforte digitale del tipo Yamaha arius idp 144 o un classico pianoforte acustico? Ho guardato il video in questo forum sulla pesatura del tasto fatto con delle monete da 5 e 2 centesimi e ho provato sulla mia tastiera digitale ma è possibile che a me risulta che il tasto scende con un peso di 100gr? Non avendo sottomano un pianoforte acustico non posso neanche sentire la differenza suonando, io come ben ricordo avevo studiato con un pianoforte acustico (Petrof) e se ben ricordo la tastiera non mi sembrava così dura come questo pianoforte digitale.
Mi fai domande alle quali non posso rispondere ...dovrei vedere e misurare di persona. I pianoforti digitali hanno tutta un'altra dinamica. Se ci sono impedimenti sul digitale bisogna vedere quale "simulazione di meccanica" è stata realizzata. Non si può dire
AS
Autore storico
Risposta 7 di Autore storico
Buongiorno ho da pochi gg un kawai Gm10 e trovo problematica la tastiera per lo scappamento in cui si sente Lo scalino in maniera eccessiva non permettendo i p e pp. Si deve intervenire sul peso della tastiera o sullo scappamento?