Quando dico vagonate, intendo vagonate, mica robetta piccola.
Il fatto e' che si pensa sempre alla musica classica (sopratutto periodo classico e romantico), da un lato, e alle esecuzioni concertistiche, dall'altro.
Se mettiamo assieme le due cose, allora l'ovvia risposta e' che sia necessario un coda, in quanto la potenza e la persistenza acustica necessarie per rendere "pubblico" anche il suono "privato" si ottengono solo con una cassa armonica (e corde) di rilevanti dimensioni.
Se, invece, consideriamo l'altra dimensione del fare musica, che e' quella privata, allora non serve avere un basso tuba, anzi, un clarinetto rende meglio l'idea (anche se pure il basso tuba ha proprie energie).
Non mi dilungo sui pro e contro, ma non dimentichiamo - tanto per fare un esempio - che, nel coda, la distanza fra lo strumentista e il suono e' massima e questo, se e' un vantaggio per certi aspetti, e' uno svantaggio per tutti quegli aspetti che fanno capo alla realizzazione e alla fruizione della musica da parte di chi la esegue. Qui parla anche la mia anima giovanile di chitarrista classico e la meravigliosa sensazione che dava la risonanza della cassa armonica sul mio corpo.
Un altro aspetto, affatto trascurabile e di carattere filologico, e' che anche molta della musica c.d. classica e' stata scritta per strumenti che non avevano affatto le potenze sonore oggi generabili persino da un verticale.
Io ho un verticale Schimmel e, se venite a casa mia a prenderVi un caffe' (e quella signora intollerante del piano di sotto qualcuno me la porta fuori in vacanza!), tempo cinque minuti di una sonata di Mozart, (la facciamo suonare a PianoExpert o TheSimon, cosi' che non si possa dire sia l'effetto del mio modo di suonare), vi e' venuto il voltastomaco per la pressione sonora che Vi distrugge le orecchie, anche se andate in un'altra stanza; e allora, addio al piacere!
Anche nella musica, come nel sesso, la delicatezza puo' incontrare il favore degli altri!
Fatta questa premessa, provate a cercare fra cose del genere (e non Vi fermate alla mia lista, solo apparentemente ampia, ma cercate, cercate!):
Autori
- Classica : Frescobaldi (Canzoni: > 80), Couperin (Libri: 4), Bach ("Clavicembalo ben temperato", "Ventiquattro Preludi e Fughe", Variazioni Goldberg, Preludi, .....), Domenico Scarlatti (Sonate: >500), Chopin (Ballate, Mazurke, Andanti, Preludi, Notturni, Walzer.....), Haydn (>40 Sonate + >30 Variazioni + ....), Mozart (Piano Sonate, Adagi, Danze, qualche Divertimento, Minuetti, Rondo', ..... ), Hummel (24 Preludi in tutte le chiavi, Sonate, Fantasie ), Clementi (Sonate : >100, Sonatine, Studi); e mi fermo, senza citare altri grandi, come Grieg, Sibelius, etc.... perche' comincio ad essere stanco!
Passo ora a quello che mi sconfinfera:
- Rag time : Scott Joplin, Joseph Lamb, James Scott, Tom Turpin, Zez Confrey, Irving Berlin, Jelly Roll Morton, Eubie Blake, ......(Debussy ?)
- American & Salon Music : Louis Moreau Gottschalk (> 150), solo per citarne uno che amo tanto.
Editori
- Musica napoletana : cercate gli spartiti per piano e piano/canto della Ferdinando Bideri, della Curci, ....
- Musica italiana : che ne dite di Carisch, Ricordi, Ariston .....?
Ah, scusate se adesso torno indietro, ma mi piace anche ricordare l'opera di due grandi ricercatori, come Béla Bartók e Zoltán Kodály, che ha prodotto cose come i due volumi "For Children", "Microcosmos" e le mie amate "Danze popolari Rumene".
Mi fermo qui, spossato.
Cercate, cercate e troverete........
Mi aspetto che Qualcuno ci dia un Suo atteso parere quando sara' a un quarto almeno delle esecuzioni citate (nella doppia esecuzione). Mica tutti possono arrischiare un Fazioli.