Recentemente mi è capitato di esercitarmi per un certo periodo su un piano verticale antico, un Pleyel verticale di fine ottocento restaurato nei primi anni 2000,
a dispetto di una serie di "limiti" piuttosto evidenti dello strumento, primo fra tutti la scarsa tenuta dell' accordatura, la gamma dinamica limitata, uno timbro simile a un forte-piano, bassi deboli, difficoltà a suonare dentro i tasti per una loro dimensionatura leggermente (ma percettibilmente) inferiore rispetto all' attuale, ecc.. devo dire che è stata un' esperienza interessante e a tratti sorprendente.. ho avuto spesso la sensazione di suonare su uno strumento straordinariamente "vivo", reattivo, umano.. come se gli accenti, i respiri, le intenzioni, il proprio pensiero musicale si materializzassero con facilità e fluidità. Al paragone i moderni pianoforti, nonostante la loro più avanzata tecnologia, mi appaiono, alle volte, più anonimi, più freddi, meno "umani"...
Quello che hai notato denota sensibilità ed è senza dubbio vero. Un tempo ogni cosa era più a misura d'uomo e su ogni dettaglio chiunque poteva specchiarsi. Oggi purtroppo economia e finanza hanno preso il posto di etica e fede e...nonostante le aziende facciano del loro meglio per realizzare capolavori (e pianoforti ben fatti c'è ne sono ancor oggi) non traspare più quell'aspetto "sensibile" di cui ti sei accorto". Fare i conti con i fatidici "costi" avrà sempre un effetto su ogni oggetto, opera, manifestazione e...chi più ne ha più ne metta.
Bella constatazione comunque, condivido a pieno quel che dici.
Penso che il post possa stare anche qua. Forse in strumenti a tastiera vengono trattate le specifiche tecniche in dettaglio, mentre la tua sembrava una riflessione su entrambi gli aspetti; poetico/strumentale.
Potrebbe essere che tu abbia una sensibilità smossa da un fascino contenuto negli strumenti antichi, anche a me capitava; ricordo ad esempio l'odore delle essenze di legno che si avvertiva fortissimo dalle casse armoniche di certi pianoforti, capisco capisco, e sono in pieno accordo. Certo che un Pleyel deve essere comunque un bel pianoforte.