Si è constatato che i pianoforti a corde dritte calano con grande facilità. L'incrocio favorisce l'uniforme reazione del telaio e dei ponticelli. Addirittura in pianoforti a corde incrociate, quando viene accordato elevando di circa un semitono, la reazione della struttura fa ricalare il livello di accordatura, specialmente sugli acuti. Tanto che bisogna angare sopra il 440 per poi stabilizzare. Evidentemente nelle corde dritte la reazione e il movimento della struttura avviene in una sola direzione, quella delle corde (parallele). L'incrocio favorisce una sorta di compensazione delle forze, che agiscono in direzioni diverse. La buona tenuta, ovviamente, dipende anche dal buon dimensionamento delle corde. Nel calcolo, la Casa tiene conto di incontrare un compromesso tra disarmonicità e trazione. La maggiore uniformità e la graduale progressività di trazione favorisce la tenuta. Un maggiore dimensionamento aumenta, però, la disarmonicità. Anche la carica della tavola è importante e, ovviamente, anche la tenuta delle caviglie. Spero di essere stato abbastanza chiaro. Nel coda il fenomeno è un po' meno evidente.