mi sembra un ottimo sperimentatore. mi sembra un genere difficilmente definibile, a tratti, forse attinge direttamente dai capisaldi del minimalismo americano (cfr phill glass), altre volte si avvicina spudoratamente
al jazz-pop-rock, altre volte alcuni passaggi mi sono sembrati abbastanza 'colti'.
inoltre fa un uso furbo, consapevole, intelligente, espressivo e funzionale dell'amplificazione del suono del pianoforte, sia sfruttando talvolta la loop-station sia usando in modo espressivo le distorsioni, gli inneschi, i reverberi e le risonanze che, direttamente e/o indirettamente, ne conseguono.
in poche parole..a me sembra che abbia i giusti requisiti per essere considerato l' "anello mancante" del pianismo post-cageano. voi che dite?
A me ha trasmesso un po' di noia. Era fisiologico, non sono un amante dell'estetica minimalista...a metà ho buttato la spugna.
Concettualmente la tua idea ci può stare, anche se da quello che sento in giro, si sta cercando di ricostruire il rapporto compositore-sfera percettiva dell'ascoltatore.
Il post minimalismo penso che ormai sia pure superato...tu dirai, già? Dura la vita del compositore ... 😵
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Zazza
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Risposta 3 di Zazza
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ScalaQuaranta ha scritto:
in poche parole..a me sembra che abbia i giusti requisiti per essere considerato l' "anello mancante" del pianismo post-cageano. voi che dite?
A me sembra un'affermazione impegnativa, non me la sento di scriverlo fra i grandi. E' sempre difficile valutare la contemporaneità, di sicuro ha la sua originalità ...
Mah....a me sa un po' di bluff....e poi su quei giochi ritmici non va a tempo, sta indietro sul tempo......ascoltate il contrabbassista Avishai Cohen e il suo tiro, tre fenomeni tutti giovanissimi....