Sono d'accordo con tutto ciò che hai detto, tranne che con questo:
Vuoi dire che lui suona Chopin in modo banale (il che già sarebbe discutibile) o che Chopin è un compositore "facile" (il che sarebbe un'eresia)?
Per "facile" intendo (scusate la tautologia) più facilmente comprensibile in base ai canoni linguistici musicali propri della nostra cultura e quindi più godibile per l'uomo "di strada". Non intendevo riferirmi alla difficoltà tecnico-pianistica, né implicare alcun giudizio di disvalore sulla bellezza o originalità dell'opera di Chopin.
Certo è una generalizzazione, ogni singola opera fa storia a sé: un conto è il valzer in si bemolle o il notturno in mi bemolle, un conto sono gli studi per il metodo dei metodi, la sonata in si, le mazurche... Volevo solo dire che il linguaggio musicale che usa Chopin non è difficile da ascoltare e da capire anche per chi non ha particolare cultura musicale (ad esempio ho un'amica che adora Biagio Antoniacci, detesta la "musica classica" e, tuttavia, si è commossa quando le ho fatto sentire la quarta ballata di Chopin ed in macchina tiene il CD dei notturni suonati da Pollini!).
Non volevo dire che per questo Chopin sia banale. Al contrario volevo mettere in evidenza la contraddizione del pensiero di Pollini quando da una parte snobba la musica che ricorre al linguaggi tradizionali (8'50 circa) mentre le opere di Chopin usano quello stesso linguaggio.
... volevo mettere in evidenza la contraddizione del pensiero di Pollini quando da una parte snobba la musica che ricorre al linguaggi tradizionali (8'50 circa)....
Scusate se affollo questa discussione, ma nell'intento di rispondere alla domanda di Carlos penso di aver fatto torto a Pollini.
Ho riascoltato l'intervento e, in realtà, credo che più che snobbare o criticare abbia semplicemente voluto dire che, oggi, c'è la tendenza a scartare tutta quella musica il cui ascolto richiede un approccio culturale più impegnativo. Per questo, dice lui, che bisognerebbe fin dalla nascita educare l'orecchio delle persone ad ascoltare anche musica che esce dai soliti schemi (si potrebbe dire anche "divulgare") in modo che non risulti così difficile da comprendere.
Sul classicismo e il barocco, intervento di Rach3...
sì, tendenzialmente prima del classicismo c'era quello che oggi chiamiamo barocco e, sì, tendenzialmente quello che oggi chiamiamo barocco in massima parte era musica d'intrattenimento.
Quindi, almeno da un punto di vista storico, Pollini ha "azzeccato" la modalità, dicendo che il barocco viene ascoltato come la musica leggera, ma ha sgarrato la connotazione, intendendo dire che quella modalità è sbagliata. Filologicamente parlando, se volessimo ascoltare il barocco come "i barocchi" facevano, dovremmo mangiare, bere e fare all'amore durante 🙂 goderci la vita, insomma. L'ascoltatore magro, contrito, concentrato e pessimista è romantico
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Carlos
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thallo ha scritto:
se volessimo ascoltare il barocco come "i barocchi" facevano, dovremmo mangiare, bere e fare all'amore durante 🙂 goderci la vita, insomma. L'ascoltatore magro, contrito, concentrato e pessimista è romantico
Eh va be' ma allora se la mettiamo così io voglio poter ruttare mentre ascolto il Barbiere di Siviglia senza essere allontanato dal teatro... 😆