dalrmi ha scritto:
Perfetto Simone (però Maestro lo sei sempre avendo finito il conservatorio! 😉)
Si ma mi da' di vecchio e di chi alla mia età vuole darsi delle arie (ho fatto 30 anni praticamente 3 mesi fa !), come quando mi chiamano Dottore o Ingegnere, non mi sento a mio agio, non mi piace, specie in un posto del genere dove si parla l'uno con l'altro in modo così amichevole e diretto. È un appellativo che cerco di usare il meno possibile perché già nominarlo da un certo senso di distanza con le persone ed io invece mi ritengo molto espansivo, estroverso e compagnone; lo uso soltanto nei programmi dei concerti e nei documenti ufficiali ovvero dove non posso farne a meno, per il resto... Restiamo con "Simone", non l'ho dovuto pagare, non ho dovuto studiare per ottenerlo e mi piace perché me l'hanno regalato mamma e papà 😉
allora ho fatto altre prove ed adesso mi sembra migliorato, riesco ad arrivare a 127 come velocity suonando forte sul pianoforte (urca, che gioco di parole!).
Comunque ho visto che giocando con i parametri del VST (nel mio caso pianoteq in versione demo) il risultato cambia e di parecchio!
Sul mio silent c'è la possibilità di calibrare i tasti (tutti insieme premuti uno dopo l'altro oppure a spot con il singolo tasto) per regolare la sensibilità che va da 000 a 255, come esempio ho preso il DO centrale ed ho visto che aveva la sensibilità imposta (dall'accordatore) a 116, l'ho portata volutamente a 150 ma non ho ancora capito se questo alla fine comporta un aumento di velocity nel VST, nel manuale si associa la sensibilità al volume in uscita pertanto dovrebbe essere che bassa sensibilità = basso volume mentre alta sensibilità = alto volume ma questo corrisponde anche alla fine al parametro velocity prodotto nel mondo MIDI ? Mah!
Cioè il sensore ottico del sistema silent risente di questa sensibilità ? Io credo di sì! però lo devo ancora capire a fondo.
Il gioco è tutto lì. I parametri del VST di solito non si toccano. La curva di velocity deve essere una retta che parte da 0 e arriva dritta, senza fare curve a 127. Questo significa che la risposta dinamica del VST è omogenea. Significa praticamente che ad un aumento di forza corrisponde in modo omogeneo e proporzionato un aumento di dinamica. Evidenzio proporzionato proprio perché tanto è l'aumento di forza tanto è l'aumento di dinamica. Modificando la curva di velocity significa che ad un certo aumento di forza corrisponde un aumento sproporzionato di dinamica sia in modo positivo che negativo. Faccio un esempio: Se modifico la curva di velocity rendendola concava, premo un tasto con una certa forza (oltre la metà del grafico) -> ottengo una certa dinamica; premo lo stesso tasto con poca forza in più ottengo un aumento di dinamica molto più elevato. Il fatto che sia sproporzionato dipende anche proprio dal grafico.
Analizziamolo almeno facciamo chiarezza perché in questa spiegazione che ho dato sopra non so quanto sia stato comprensibile...

Allora qui abbiamo tre curve di velocity. Asse delle Y forza che esercitiamo sul tasto, asse X velocity. Intersecando con il grafico otteniamo il livello sonoro in uscita dalle casse ogni volta che premiamo con una certa forza un tasto. In tutti e tre i grafici ci sono delle rette verdi e viola. Potendo muovere la velocity al di sopra o al di sotto della retta di andamento lineare, per trovare il punto di centro del grafico ovvero il valore medio della velocity e della forza esercitata devo tracciare la retta reciproca che deve formare un angolo retto con il grafico dell'andamento lineare (se il grafico era fatto bene). Questa retta negli altri grafici modificati ci mostra invece il valore di "scambio" e vedrai che tra poco chiarirò bene il concetto.
Come dicevo all'inizio. Suonando con una curva di velocity lineare, ad un aumento di forza esercitata corrisponde lo stesso aumento di velocity (essendo lineare). Vediamo che succede nel caso della curva concava...
Esercitando forze comprese nell'intervallo dell'asse delle Y prima del punto di scambio, vediamo che otteniamo un cambiamento di velocity molto basso, questo significa che anche suonando con l'intenzione di ottenere un forte, otterremo in realtà un piano. Dopo il punto di scambio aumentando anche di poco la forza otterremo via via delle velocity sempre molto più alte. Il suono crescerà tutto insieme alla fine.
L'ultimo grafico, quello convesso, è l'esatto contrario di quello che abbiamo analizzato adesso...
Esercitando una forza abbastanza debole sui tasti vediamo che il valore di velocity è molto alto, questo significa che sarà molto ma molto difficile fare il pianissimo, mentre sarà molto facile fare il forte. Arrivati al punto di scambio, tutta la forza esercitata dopo questo punto in poi farà sì che la dinamica aumenti di poco e quindi a differenza di quando esercitiamo poca forza e con poca differenza otteniamo dinamiche molto diverse prima del punto di scambio in questo caso, (ovvero dopo il punto di scambio) non si apprezzerà molta differenza di dinamica esercitando anche una pressione di volta in volta sempre maggiore. Insomma questa soluzione aiuta a fare il forte, ma risulta essere molto difficile fare sia il pianissimo e gestire le dinamiche deboli. Viene quindi tutto schiacciato sul forte.
Come avrai capito in nessuno dei due casi si suonerebbe naturale. Quello che meglio rende le sensazioni del pianista è la linearità, a questa forza corrisponde linearmente questa velocity e basta.
Immagina suonare un pianoforte dove si spinge tanto e si sente un suono fioco fioco, poi mettendo poca forza in più si passa il punto di scambio e improvvisamente si sfondano i timpani di tutte le persone che sono in sala... "Eppure avevo usato solo poca forza in più..." Ehehehe capisci da solo che è ingestibile ed innaturale.
Se hai la possibilità di gestire le velocity allora sei a cavallo. Fai una prova e chiudi tutto... Metti un range da 000 a 050, così valuterai se anche suonando fortissimo uscirà un suono molto spento. Io credo che per sfruttare tutta la velocity dei VST tu debba settare il valore minimo 000 ed il valore massimo = al fondo scala quindi 255. Essendo sensori ottici probabimente hanno molta più sensibilità, però poi dovendo trasmettere dati midi con velocity massima = 127 deve sicuramente moltiplicare per un fattore di correzione (0,498). Esempio... Suono 150 e lo devo convertire in velocity MIDI da trasmettere al VST... 150*0,498=75 arrotondato per eccesso. Ora il problema è che se tu gli dai 150 come massimo questo mi suona 75 come velocity massima ! Ecco perché ti si sente piano. Io credo che la mia deduzione logica sia l'unica possibile. Prova a mettere range da 0 a 255 compreso vedrai che risolverai il problema.
Ad ogni modo sono contento, questo significa che il mio sistema silent (e pertanto i sensori ottici) funzionano bene, adesso devo solo decidermi se acquistare pianoteq oppure synthogy, a proposito Simone dato che tu sei molto esperto dei VST ho visto che Synthogy propone quattro prodotti: Grand Pianos, Italian Grand, Upright Pianos e American Concert D; tenendo in considerazione che io l'userei sempre nel mio studio (stanza normale di 10mq circa) e prevalentemente con le cuffie (sono riuscito a portare l'audio in uscita dal mac all'ingresso line in del sistema silent) collegate al sistema silent (magari in futuro se ne vale la pena mi doterò di alcune buone casse per il pianoforte) cosa mi consiglieresti come prodotto ? Ho visto che i prezzi sono (+ o -) tutti sui 200€
Intanto grazie per le risposte e per la disponibilità ad aiutarmi.
Roberto.
Come disse Cesare: "De gustibus non disputandum est". Io posso dirti i miei ovvero, nessuno dei due... Opterei per East West ma mi rendo conto che costicchia assai ! Per fare le cose fatte bene tra spedizione ecc. ecc. ci vogliono quasi 700 euro ed un mac bello potente (almeno 8 Gb di Ram i5 o meglio i7). Dovendo ripiegare sui due che mi hai detto allora andrei ad occhi chiusi su Ivory II - Italian Grand che suona benissimo anche questa.
Rigaurdo le casse... Ma guarda, mettere il dispositivo silent per poi sentire nelle casse mi sembra assurdo, disattiva il silent e suona normalmente sul pianoforte acustico... A meno che tu non voglia registrare in MIDI allora lì è un altro paio di maniche.
Anche per le casse c'è da scegliere con cognizione di causa. Io opterei per due belle casse monitor da studio. Ma con 200 euro non ci prendi niente. Devi arrivare almeno a 600 euro e prendi due belle Genelec 8020A che non sono molto potenti (biamplificate 20w+20w)... E devi sentire come suonano le genelec, sono pulitissime ! Altrimenti se vuoi risparmiare qualcosa, sui 300 prendi due Yamaha HS50M 70 watt, sono più potenti delle genelec, non suonano male ma non ci assomigliano neanche di striscio alle genelec.
Dipende da te.
Ovviamente per le casse monitor degne di essere chiamate CASSE MONITOR DA STUDIO, viaggiamo proprio su altri prezzi. Ti basti pensare che spesso un paio di ottime casse monitor da studio costano quasi più di tutto il resto dell'attrezzatura. Ci sono monitor che costano anche più di 20000 euro. Ti ho detto tutto. Ovviamente non devi produrre i dischi di Celine Dion, quindi per te vanno più che bene quelle che ti ho scritto. 10mq la potenza non serve, serve la pulizia, ti consiglio caldamente Genelec.
Ciauz