Scrivo per avere delle idee su come risolvere di due problemi che ho notato con l'impostazione della mano, che credo che siano correlati.
Il primo è che tendo a suonare con le dita, specie il medio troppo curve, arrivando a premere i tati in verticale se non facendo toccare l'unghia, mentre l'altro è che se suono specie con la sinistra con il mignolo e l'anulare, l'indice si solleva ed il pollice tende ad andare indietro sulla tastiera.
Se ci sto molto attento, riesco a controllare il primo problema ed allungare le dita, mentre il secondo problema per me e` difficile da controllare.
Per di più a lezione mi viene fatto notare che sto sbagliando, ma a casa poi non so come controllarmi e capire se sto facendo bene oppure no. E la settimana dopo a lezione sono punto ed a capo.
Mi servirebbe quindi qualche idea o cosa da fare per l'autocontrollo. Ogni idea è bene accetta.
All'inizio bisogna cercare di evitare le tensioni e il "voler fare"..a tutti i costi. Il fatto dell'alzata dell'indice denuncia un irrigidimento e una preoccupazione. Ogni mano ha la sua postura, entro certi limiti, naturalmente. Niente deve essere innaturale e il Maestro deve seguire questo principio. La rilassatezza ti permetterà di gravitare sui tasti e insegnare alla tua mano a sentire in fondo del tasto. All'inizio il suono risulterà un poco forte, ma non fa niente. Pian piano si imparerà che non solo le dita suonano e non solo i piccoli muscoli lavorano. Il coordinamento tra i piccoli muscoli ( delle dita e della mano)e i grandi ( dell'avambraccio, del braccio e della spalla) non viene percepito subito dal cervello. Non bisogna, inoltre osservare la posizione della mano come fine a se stessa. Ogni pianista "assume "la sua postura a seconda della propria statura e della conformazione della mano. In ultimo: si è pensato per molti anni che le dita dovessero rigorosamente essere tenute non distese per avere più energia. Non sempre, anzi spesso non è così. Il polpastrello, al posto della punta.Si possono osservare anche i grandi come Michelangeli, specie in un video ripreso negli ultimi anni della sua vita. Dice anche Sandor , nel suo splendido "manuale" " come si suona il pianoforte", che più che lo sviluppo muscolare, ciò che fa raggiungere l'uguaglianza tra le dita, è una questione cerebrale. Anche se il 5° dito non sarà mai forte come il 3°, per esempio, il cervello imparerà a trattare il primo con diversa energia , anche nella ricerca della postura ottimale.
Quindi: controllo sì, ma non farsene, all'inizio, un motivo di "totale" distrazione. L'attenzione alla Musica e all'espressione, aiutera' sicuramente la mano a mettersi in condizione di risolvere i momenti tecnici più difficili, offrendo un sicuro motivo di crescita.