...quando avrò scritto un’opera per Napoli, sarò richiesto ovunque.
Monaco, 3 ottobre 1777 (da una lettera di Wolfgang Amadeus Mozart al padre Leopold)
Mi sono deciso ad andare a trovare all’ospedale ducale il nostro amico Myslivecek.
L’ho incontrato nel giardino. Mi ha detto: “La prego vada in Italia: là uno viene stimato e tenuto in grande considerazione.” E ha davvero regione; se ci penso bene, in nessun altro paese ho ricevuto tanti onori, in nessun altro luogo ho goduto di tanta considerazione come in Italia; e uno acquista credito, se ha scritto opere in Italia e specialmente per Napoli. Mi dice che in Italia, dove vivono i più grandi maestri, non si parla che di Mozart; quando si nomina lui, nessuno apre più bocca. Mi vuole scrivere una lettera di raccomandazione per Gaetano Santoro che è impresario a Napoli e per cui mi permetterebbe di usare la migliore tra le sue ultime opere per il prossimo carnevale.
Ma io vorrei sentire il parere del giudiziosissimo maestro di cappella di corte, signor von Mozart!
Ho una voglia indicibile di scrivere una nuova opera.
Se nel frattempo non troverò nessun impiego, eh bien, avrò almeno questa resource in Italia. Per carnevale avrei i miei 100 ducati assicurati; quando avrò scritto un’opera per Napoli, sarò richiesto ovunque. E poi, come il papà ben sa, a primavera, d’estate e in autunno c’è sempre la possibilità di scrivere da qualche parte un’Opera buffa, tanto per tenersi in esercizio e non restare in ozio. E’ vero, non si guadagna molto, ma pur sempre qualcosa; e in questo modo si acquista più onore e reputazione che con cento concerti in Germania. Ed io sarei più contento, avendo così da comporre, che è la mia unica gioia e passione.
Ma parlo solamente, parlo così come mi detta il cuore: se papà con dei buoni argomenti mi convincerà che ho torto, ebbene, per quanto a malincuore, mi arrenderò."