Messa a punto

Regolazione Pianoforte Verticale

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Fra

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Risposta 21 di Fra

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Hai sempre qualche aneddoto da raccontarci :-D

No Paolo, non sono fissato con i numeri, tutt'altro...la misura è il riscontro oggettivo di un fenomeno mentre le nostre sensazioni sono soggettive e legate ad un detrminato scenario. Quindi è vero che anche l'acustica, l'allocazione dello strumento etc. sono elementi di primaria importanza.

Per esempio io questo Schulze Pollman lo tengo nell'ingresso di casa in uno spazio limitato da tre pareti di 3 mq dove ovviamente non può dare il meglio di se essendo anche strumento abbastanza sonoro e con un timbro non proprio pulito...

Questo è anche il motivo per cui sembra sempre scordato...a breve cambierò abitazione e si vedrà.

Rispondo a Simone. L'accordatura è stata fatta ad orecchio e devo dire che tra tutte è quella che più mi ha soddisfatto, le decime finalmente suonano come ci si aspetta e nel complesso non ci si può certamente lamentare. Forse dai filmati fatti con una videocamera non si può valutare bene.

Mi ha incuriosito il tuo riferimento ai temperamenti inequabili...pensa che l'accordatore me ne parlava mentre lavorava perché avrebbe dovuto poco tempo dopo parlare di temperamenti inequabili da relatore in un incontro che si è tenuto al Santa Cecilia, nell'ambito di un corso.

Riguardo alle mie esigenze invece dico che lo S-P mi sta dando comunque delle soddisfazioni: io non sono un pianista, le mie esperienze musicali sono legate alla direzione corale, in particolare nell'ambito della musica popolare in sardegna: Sono infatti di Oristano ma per questioni di lavoro abito a Milano da circa tre anni, ho dovuto quindi abbandonare il mio coro, gli amici, i miei interessi e non solo...

Avevo quindi tralasciato completamente il discorso musicale quando ad un certo punto mi è venuto in mente di acquistare un pianoforte per colmare questo vuoto (il primo fu un Anelli restaurato)....da qualche mese ho deciso anche di prendere delle lezioni (si può iniziare a studiare il pianoforte a 30 anni???) e Bach con i preludietti rientra proprio del mio percorso di studi, chiamiamolo così. Ho un preludietto suonato male sullo Schulze Pollman da farvi sentire....non mi vergogno solo perchè sono abituato a sentirmi dire dal mio maestro che la mia esecuzione fa un pò schifo, che le mani non vanno assieme, che non sono preciso col tempo, che non emerge la voce che si deve sentire e anche io ne sono ben consapevole (ovviamente)!!! Comunque gli ricordo sempre che non è il mio mestiere e che sono decisamente più bravo a progettare impianti termici, per quanto sia più triste...

per la serie "dilettanti allo sbaraglio" ecco il video:

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Risposta 22 di torrese

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casorate sempione varese
Caro Fra, Scusate,se mi intrometto,ma rimango sempre affascinato da discussioni squisitamente tecniche tra il nostro pianoexpert e fra che lo seguo anche in altri forum della concorrenza..io che sono un ignorantone della meccanica del pianoforte ma che non disdegno di aprire orecchie ed aprire gli occhi quando c'è da apprendere da persone come voi incluso thesimon..alla matura età di 54 anni,sono un macchinista,dico sempre ai miei colleghi che c'è SEMPRE da imparare ed essere UMILI...almeno per quanto mi riguarda..grazie salutissimi saverio Non dobbiamo esagerare sulle misure e sui numeri!! Quando un pianoforte è in negozio, non viene molto seguito, anzi, per niente. Pensano che quando arriverà l'acquirente ...allora sarà il caso di metterlo a punto. A volte, all'inizio, essendo stato fermo per molto, può essere che ci sia qualche resistenza di troppo tra le parti. Ma poi si vedrà. Uno strumento è vivo e cambia a seconda di temperatura e umidità relativa. Il C5 è un ottimo, dico ottimo! Bisogna però vedere dove lo colloca in casa. Recentemente ho fatto cambiare posizione del suo steinway ad un pianista. Ci ho messo molto a convincerlo. Ora nella nuova posizione ha cambiato suono! E lui lo sente meglio. E' contentissimo e io non ho fatto nulla sul pianoforte..... Tutto cambia, cambiando una piccola cosa. Sono convinto che anche il tuo bel Schulze Polmann può suonare meglio. Io ricordo di averci studiato molto a casa di una insegnante di Roma dove da ragazzo andavo a lezione. Avvertivo questa robustezza delle molle, ma a volte mi facevani piacere. E' compito...e dannazione del pianista trovarsi davanti sempre strumenti diversi!!! Come diceva Peppino De Filippo nell'atto unico "Don Raffaele e il trombone": ".....La prossima volta che rinasco suono il clarinetto"........Naturalmente si riferiva ala fatica antinapoletana di portarsi dietro uno strumento di quel peso. Entrava in scena completamente coperto dal "fardello" dell'ottone. Ovviamente quando con somma fatica lo posava a terra e si voltava al pubblico, asciugandosi il sudore col fazzoletto...se ne careva 'o teatro!!( dagli applausi)

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Risposta 23 di maquieto

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Massa Carrara

Ciao Paolo. T i invio come ti avevo accennato tempo fa alcune foto della mia martelliera: Pianoforte U 3 Yamaha verticale che dopo essere stata rasata ha perso alcune delle sua caratteristche. Ad esempio nel cantabile non si riesce a raggiungere quella bellezza di suono " bucato" che un tempo aveva. Sembra un pò grigio per così dire e meno dinamico nel senso del peso sui tasti che tu vai a dare per ottenere più sonorità. Fammi sapere se vedi qualcosa che non và. Ti ringrazio in anticipo.

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Risposta 24 di pianoexpert

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Parli degli acuti, ma non me li fai vedere. Comunque dai medio-acuti mi sembra che sia stata rasata alterando un poco la forma. Poi bisognerebbe vedere e sentire come è stata intonata. Bisognerebbe anche controllare la planearità delle corde e il parallelismo delle facce dei martelli. Inoltre, quando si rasano i martelli bisogna controllare il punto di battuta. Con i martelli rasati (nel verticale) il punto di battuta si abbassa rispetto al capotasto.

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Risposta 25 di camy86

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San Giorgio al Tagliamento (VE)

Scusate l'ignoranza: da quello che ho capito accordare ad orecchio rispetto ad uno strumento elettronico è preferibile, perchè?

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Risposta 26 di pianoexpert

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Un buono strumento elettronico deve saper misurare, "rilevare" il grado di disarmonicità dello strumento, altrimenti l'accordatura non risulterà buona. I suoni "parziali" del pianoforte ( così chiamati perché parti del suono fondamentale) non sono "esatti" cioè non coincidino con i multpli esatti del suono fondamentale stesso. Questo a causa della "fiisicità" delle corde, che non producono "perfetti armonici".

Diciamo che la tecnologia è andata molto in alto ( vedi VERITUNER e TUNELAB). Io preferisco l'orecchio. Forse è una mia "scelta" culturale. Comunque l'orecchio è un sapiente e severo giudice delle relazioni tra i suoni. E' invece, spesso, carente nel giudicare l'altezza dei suoni assoluti. Il discorso è più complesso e non me ne volere per averlo sintetizzato.

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Risposta 27 di camy86

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Sono stato io che non mi sono spiegato e forse hai anticipato quello che pensavo, mi spiego: l'accordatura degli unisoni corda per corda è indubbiamente più precisa (azzarderei a dire fredda) con la rilevazione digitale, ma quando poi si suonano ad esempio le quinte o le quarte la diversa sovrapposizione dei parziali da sensazioni che non possono essere rilevate da nessun strumento elettronico perchè l'elaborazione orecchio-cervello preferisce diverse configurazioni di caricamento delle corde che producono di conseguenza accordature diverse. Ho detto una stupidata?

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Risposta 28 di pianoexpert

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Il problema sta proprio nei parziali. Comunque strumenti sofisticati rilevano la disarmonicità di questo o quel pianoforte. Devo dire che i risultati sono soddisfacenti. Anche gli unisoni a volte non devono essere "perfetti". Su di un buon pianoforte (coda) si cala minimamente la corda di sinistra. Ciò rende lo strumento più cantabile. Questa leggere "scordatura", quasi "oscillazione" è accettabile proprio in virtù del fatto che prevalgono, su tre corde, le altre due all'unisono perfetto. Quando il piano suona con il pedale "UNA CORDA" si va ad escludere proprio quella corda e si suona solo sulle due all'unisono perfetto. MAI fare ciò sulla corda di destra ( come ho purtroppo sentito dire!!!!). Infatti, suonando con pedale "una corda" si escluderebbe proprio una delle corde all'unisono perfetto e il gioco avverrebbe alla pari: una contro una. Fastidiosissimo e contro logica.

Con sofisticati strumenti digitali, anche le quinte, le quarte, le ottave funzionano. A volte, comunque, qualche pianista ha richiesto un intervento " a orecchio" ed è rimasto più soddisfatto. Forse per un mal uso dell'apparecchio o........Non so.

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Risposta 29 di Thesimon

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Se permettete mi intrometto portando alla luce una problematica che non è stata considerata.

Negli accordatori digitali ricordiamoci che c'è un piccolo cavillo microfonico, ovvero la sua risposta in frequenza.

La perfetta fiducia nello strumento di accordatura digitale la si ottiene quando il microfono è totalmente flat e ci tengo a precisare che di microfoni flat non ne esistono, anche se ci sono molti che ci si avvicinano, ma non per meno di 2000 euro a microfono.

Bisognerebbe documentarsi per valutare se la frequenza viene comunque acquisita come la reale dal microfono anche se ne differisce il volume dalla fonte. Bisognerebbe chiedere ad un costruttore di microfoni. In ogni caso il punto è che se l'errore (o piccolo = |Hzreal - Hzperc|) visto come il modulo della differenza tra frequenza reale e frequenza percepita dal microfono è inferiore a 10^-2 Hz, in questo caso l'errore è trascurabile e dunque l'accordatore deve essere per forza di cose riconosciuto come preciso e dunque più affidabile dell'orecchio. Non dimentichiamoci che l'accordatura ad orecchio impone di contare i battimenti per chi accorda procedendo per quarte e quinte o chi per terze, dunque l'accordatura ad orecchio in questo caso potrebbe essere meno precisa. C'è da dire comunque a scapito della mia critica che io preferisco di gran lunga l'accordatura ad orecchio, per lo meno sul mio pianoforte. Che sia anche un discorso di timbro al di là della pura frequenza ?

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