A volte, oserei dire spesso, i venditori facilitano la tastiera così che possa apparire più docile; oppure, uso comune, è non risolvere eventuali attriti dalla causa, ma adottando una lubrificata palliativa. I problemi si vedono dopo...
Magari con un affondo minore in negozio e una generosa lubrificata (il cui effetto dura un paio di giorni se non si sono risolti a monte i problemi di attrito) hanno fatto sì che la tastiera ti sia sembrata scorrevolissima!!! A casa invece hai avvertito, ovviamente, uno scarso aftertouch.
Alcuni tecnici si intestardivano a regolarmi l'affondo a 9.5 mm perché Steinway fa così e la tastiera è più pronta. Ragionamento fuori da ogni logica. Ogni meccanica ha una sua geometria ed esiste una formula per determinare l'affondo MINIMO: ciò significa che anche il 9.5 di Steinway può essere portato a qualcosina in più.
Per capire cosa sia la geometria della meccanica basti pensare ad una leva: modificando la posizione del fulcro, abbassando da un lato, l'altro lato si alza di n volte; più avviciniamo il fulcro, più questa relazione è vantaggiosa, ma con più inerzia. Sulla meccanica del pianoforte avviene la stessa cosa, ovviamente considerando l'interreazione fra le diverse leve. Una geometria con rapporto 1:4,5 (affondo 10mm, distanza martello-corda 45 mm) è diversa da una con rapporto 1:5 (affondo 9.5 mm, distanza martello-corda 47 mm, Steinway).
Mediamente le meccaniche odierne vogliono un affondo di 10/10.3 mm. Se si riduce questa misura, si ottiene il bobling (sentiresti il martello ribattere sul colpo lieve)e suonare pianissimo può diventare una pessima esperienza (per assurdo, annullando l'aftertouch, il martello non scappa). In presenza di mollettoni conici (eccellenti!), la misura dell'aftertouch dev'essere generosa poiché, non comprimendosi sul fortissimo, l'energia tornerebbe al pianista.