E' un po' di giorni che sto cercando di documentarmi sul tema "pianoforti ed umidità" e navigando ho trovato questa discussione.
In prima battuta non e' assolutamente detto che mettere del polistirolo tra pianoforte e muro risolva il problema, anzi lo potrebbe anche peggiorare.
L'umidità ovvero la condensa si forma quando la temperatura sulla superficie di un materiale e' inferiore alla temperatura di rugiada dell'aria.
Quindi ci puo' stare che sulla parete del polistirolo a confine con il pianoforte non si formi piu', ma tra il polistirolo ed il muro se ne formi piu' di prima, con la conseguenza di aver peggiorato la situazione.
Occorre percio' verificare prima di di lasciare operativa questa soluzione, che non mi sembra la migliore.
Meglio lasciare una intercapedine tra pianoforte e muro per far circolare l'aria.
Quanto poi ai vari sistemi che controllano la temperatura dentro ai pianoforti, in linea di principio sarebbero veramente il toccasana.
Sembrerebbe che riescano a mantere una umidità dentro al pianoforte compresa tra 43-48%, e teniamo conto che sia d'estate, in caso di temporale, o di inverno, accendendo e spegnendo i caloriferi , si hanno variazioni in poche ore di umidità anche dal 25% a 90%.
Ne ho studiati alcuni e resto scettico su alcuni punti :
1) Non mi piace l'idea di "rabboccare l'acqua" nel pianoforte, ed in generale l'idea di avere un contenitore d'acqua del piano.Che ci sia acqua nel piano, purtroppo c'e', se l'igrometro segna qualcosa di >0, ma non liquida !
2) l'umidificazione avviene irrorando del vapore acqueo che naturalmente si diffonderà dentro il mobile del pianoforte, ma che presumibilmente finirà per atterrare molto piu' probabilmente nelle vicinanze dell'irroratore, con conseguente penalizzazione delle parti a lui piu' vicine.
3) Analogamente per il deumidificatore, in sostanza delle barre riscaldanti che, se e' vero che scaldando l'aria costringono l'umidità a evaporare verso le varie prese d'aria del pianoforte, d'altra parte creano delle belle differenze di temperatura , e quindi stress termici tra le parti vicine e lontane da loro stesse, che non penso facciano bene a cassa armonica e soprattutto alle corde.
In attesa di decidere cosa fare, intanto ho posizionato alcuni sensori nel mio SK-3 e sto monitorando la situazione da un mese, in una stanza dove tra l'altro ho anche un climatizzatore.
Mi piacerebbe pero' ricevere qualche parere riguardo questo argomento sul quale credo all'estero ci sia piu sensibilità rispetto all'Italia, tradizionalmente portati a non profanare lo strumento con diavolerie elettriche.