Mi sono accorta che uno dei miei ambiti di miglioramento potrebbe essere rinforzare quarto e quinto dito...che sono un po' debolucci.
Ci sono possibilità o rimane l'amputazione e conseguente trapianto?
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Margherita1
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Mi sono accorta che uno dei miei ambiti di miglioramento potrebbe essere rinforzare quarto e quinto dito...che sono un po' debolucci.
Ci sono possibilità o rimane l'amputazione e conseguente trapianto?
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Suonare in ottava aiuta 😉
Ci sono studi ad hoc pensati proprio a tale scopo 🙂
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Segnalo i seguenti studi di Chopin molto utili per 4 e 5 dito.
Dell'Op. 10 i numeri: 2 (Passaggi 3° - 4° e 5° dito) - 9 (per la mano sinistra grande apertura tra 4° e 5°) - 10 (le seste, deve cantare il mignolo). Ci sarebbero anche alcuni studi dell'op. 25 come quello sulle ottave ma per ora direi che hai parecchia carne da mettere al fuoco. Non sono studi semplici... A parte il fatto che non esiste uno studio di Chopin semplice.
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Ehm ehm...TheSimon.
Qualcosa di più semplice per arrivare a Chopin (...magari) con meno problemi?
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Chopin ha scritto:
Ci sono studi ad hoc pensati proprio a tale scopo 🙂
Ad esempio?
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Io ho trovato molto giovamente quasi immediato suonando a dita allargate. Per capirci prendi un arpeggio do mi sol e usa il 5 4 3 dito con la sinistra, e sbizzarrisciti di varianti es do mi do mi sol mi sol mi etc etc
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Margherita1 ha scritto:
Qualcosa di più semplice per arrivare a Chopin (...magari) con meno problemi?
Soprattutto arrivarci vivo 🙂
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Margherita1 ha scritto:
Ehm ehm...TheSimon.
Qualcosa di più semplice per arrivare a Chopin (...magari) con meno problemi?
Dipende dal tuo livello attuale di preparazione. Ad esempio gli studi di Czerny sono utilissimi per sviluppare l'agilità di tutte le dita (preferisco parlare di agilità, piuttosto che di "rinforzo", che mi sembra una parola un po' fuorviante).
Prendi l'op. 299 e poi l'op. 740 di Czerny e troverai molti studi utilissimi. Certo, non sono capolavori artistici, ma spesso sono gradevoli.
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Hola Maestro, con quest'ultimo post mi hai fatto venire un dubbio: d'accordo parlare di agilità, ma per esempio il mio problema è, a parità di velocità, dare al quarto dito lo stesso peso e la stessa incisività delle altre dita.
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Secondo me si dice proprio rinforzare, i jazzisti non amano le ottave DrJellysifh...forse li aiuterebbe a migliorare un po' di tecnica 😉
Senza nulla toglierti...eh! Non ti ho mai sentito suonare ... 😃
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uahuahuahuah! carogna!
ascolta Michel Camilo
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Però è vero, il raddoppio all'ottava alla sinistra, non è molto frequentata nel mondo jazz 😃
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nel Pop è la prassi, nel Jazz basti pensare allo Stride o al Ragtime...
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DrJellyfish ha scritto:
nel Pop è la prassi, nel Jazz basti pensare allo Stride o al Ragtime...
... non vedo l'ora di leggere il commento di Geppino....
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anche tu mica sei tanto buono...
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... e poi Geppino, secondo me, non la pensa tanto diversa... 🙂
Moderatore
DrJellyfish ha scritto:
... e poi Geppino, secondo me, non la pensa tanto diversa... 🙂
Sai che non so...vediamo se Mastro JazzPino si farà sentire 😃
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DrJellyfish ha scritto:
anche tu mica sei tanto buono...
... ma no....che dici mai ...
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Più vado avanti negli studi e più mi rendo conto di quanto la forza o qualunque altro nome le si voglia dare ,parlando di movimento di dita,sia veramente superflua e pura chimera.
Tutti gli esercizi "tecnici" con annessi "studi",hanno il solo scopo di educare il cervello a compiere il giusto movimento con il minor sforzo possibile.
Lo studente pianista crede di rinforzare le proprie dita esercitandosi e ripetendo l'esercizio più volte,ma quando questo gli riuscirà vorrà solo ed esclusivamente dire che il proprio cervello ha trovato la giusta soluzione,la più economica e corretta,quindi le uniche forze ad entrare in gioco sono la coordinazione,l'aggiustamento di posizione e la partecipazione dell'intero braccio e busto
Infatti ogni volta che si riesce a superare una difficoltà tecnica ci si rende conto di quanto poco sforzo occorre per realizzare quel movimento,sia esso fatto col terzo-quarto o quinto dito.
In fase di studio, guardare le proprie mani mentre ci si sta esercitando sta alla base del suonare corretto,perchè con un'attenta osservazione, possiamo accorgerci di quali e quanti movimenti sbagliati facciamo durante un qualunque esercizio.
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Quoto l'intervento di Scaloppa!