foster12 ha scritto:
Ciao Piccinesco! Hai colto nel segno. E' questa la ragione per la quale molti sono delusi nell'osservare coi propri occhi le nebulose e le galassie. Le belle foto a colori che vediamo in realtà non riproducono quel che vedrebbe il nostro occhio 😉
Ad esempio M51 al telescopio (un telescopio di almeno 25cm sotto un cielo molto buio) assomiglia molto a l'ultima immagine a sinistra delle tre http://www.amarmur.c...-4-05-123-4.jpg
Mentre con una camera CCD, si può ottenere tranquillamente cose di questo tipo http://www.noao.edu/...rs/m51rolfe.jpg
Ho visto, cambia di parecchio la percezione, e lo sai cosa mi viene in mente?
Il fatto che si tende a cercare la perfezione in ogni aspetto (come rassicurazione), e soprattutto il punto di riferimento con la vita che viviamo,
ovvero un flusso continuo di immagini perfette, nitide, praticamente senza difetti, sia dal punto di vista dell'elaborazione che del soggetto o dei soggetti (sia che siano persone che oggetti che troviamo in natura), si è letteralmente persa (almeno da parte della maggioranza delle persone, me compreso, che nel tempo ho perso parte di quella sensibilità per il "non perfetto")
la propensione a valutare le cose per quello che sono, e dietro (per me) c'è quasi esclusivamente l'esigenza di avere certezze, sicurezze, che in realtà non esistono, in alcun campo (tranne per certi a me sconosciuti e per i quali mi rammarico di non avere la testa per approfondirli, perchè ci vuole, e sono la matematica, la fisica, e non solo), come adesso, sto scrivendo, ma potrebbe prendermi un colpo tra 2 minuti, e allora a cosa serve la perfezione di un oggetto che possiedo, o che vorrei "inventare"?
Negli ultimi anni sto vivendo una crisi immensa, proveniente da un senso di inutilità dell'essere uomo in genere, parlo di me comunque, non sto parlando di altri.
Se penso alla musica (pensiero che viene in mente molto spesso questi mesi) mi dico "ma se non sono in grado si scrivere una musica senza dover mettere le mani su uno strumento, con la sola capacità della mente ad aiutarmi, quindi non vincolato a un qualcosa di tangibile, visto che poi non sai cosa c'è, se c'è qualcosa, e cosa pensi, se pensi, quando muori, quello che fai ora e quello che hai fatto, lo perdi comunque, e in un certo senso questo "legame" con il tangibile rende "difettoso" il rapporto, anche con quel qualcosa che ci piace fare, io almeno la vivo così da qualche anno.
In realtà quello che voglio dire è più complesso, ma detto così sembra banale e scontato.