Contesti

scelta di un pianoforte digitale.

7 risposte 6.019 visite

Avviata da

gigo

Membro

Membro

Messaggio iniziale di gigo

Messaggi
9
Città
bologna

saluti a tutti, sono nuovo di qui. chiedevo un consiglio: Ho un Pfeiffer verticale da tanti anni, e fin qui va tutto bene, ci amiamo  dal primo giorno. Però poi è successo che nel frattempo nella casa sono subentrati  dei vicini simpatici, che però fanno i turnisti  poveretti cioè uno dorme di notte e lavora di giorno, e l'altra il contrario, così per non disturbare suono in sordina. Oltretutto mia moglie non gradisce  gli esercizi. Allora per farla breve, a me i suoni speciali non interessano, vorrei un piano digitale da suonare in orari disumani il più possibile simile a un piano a coda;  cosa è meglio per un budget da 2000 in giù: un  Kawai mP10, o un Roland RD 700 NX ? Io il Kawai MP 10 non l'ho provato, non si trova da queste parti: e poi, dato che costituisce un prodotto di nicchia, se succede qualcosa, ci saranno problemi di riparazione?

Amministratore

Risposta 2 di Thesimon

Messaggi
4.504
Città
Ariccia, RM

Il Kawai MP10 è quello che a me, personalmente, piace più di tutti in quel budget, poi la cosa è certamente opinabile. In ogni caso i pianoforti digitali devono essere provati. Ciò che piace a me potrebbe non piacere ad altri. Dipende dalla mano...

Membro

Risposta 3 di LucaCavaliere

Messaggi
860
Città
Segrate

Ciao gigo

Sottoscrivo in pieno il consiglio di Simone.

Portando il mio contributo....

11 anni fa, quando anch'io sono passato al digitale per gli stessi motivi, ho provato diverse case costruttrici (Kawai, Roland, Korg, Yamaha, Casio).

il Kawai (CA1200) che ho scelto mi è parso da subito molte spanne sopra tutti gli altri per gli aspetti che più mi interessavano: campionamento e feeling della tastiera.

Allora il CA1200 era il modello top della Kawai. Ma nei modelli immediatamente "inferiori" ciò che scemava era l'amplificazione, la finitura del mobile... insomma: per perdere anche sulle cose che contano davvero bisognava scendere molto nella graduatoria dei modelli (l'amplificazione è una cosa importante, ma stiamo parlando di uno strumento che verrà suonato spesso in cuffia).

Sulle riparazioni non darti troppi pensieri.

Personalmente non trovo che un pianoforte digitale (qualsiasi marca o modello) sia un prodotto 'di nicchia'. Ma anche se fosse.

1) Se dovesse avere problemi elettronici ci metterà mano il centro autorizzato più vicino (io non ne ho mai avuto)

Nota divertente: per me che abito vicino a Milano il centro assistanza più vicino tra quelli riportati sul foglio-assistanza del mio piano (oggetto da 2400 Euro nel 2003) è lo stesso riportato sul foglio-assistenza della tastierina Casio (tre ottave, tasti piccoli, prezzo 52 Euro) che avevo regalato a mia figlia 😃

2) Se dovesse avere problemi meccanici (a me dopo tre anni un tasto ritornava un po' lento) ci metterà tranquillamente mano un qualsiasi bravo tecnico esperto di pianoforti acustici.

Attenzione a una cosa! (a cui spesso non si bada) > > > La rumorosità della tastiera

io quando ho dovuto sceglierlo non ci ho badato, ma provando a "suonare" a pianoforte spento e senza cuffie, ci si rende conto di cosa sentono quelli che vivono con noi a livello di tamburellamento dei tasti che colpiscono il fondo della tastiera e tornano in posizione.... a me fortunantamente è andata bene: dopo l'acquisto, quando mi è capitato in qualche show room di pianoforti di tastare qualche digitale (anche senza accenderlo) ho notato che erano molto più rumorosi del mio.

Ovviamente questo discorso non conta nulla per il disturbo al vicinato: attraverso i muri tra un'unità immobiliare e l'altra passano solo i suoni: rumori così lievi no.

Detto questo...

se trovassi un piano digitale che mi soddisfa per le cose che più contano... io non lo boccerei solo per la rumorisità della tastiera.

(spero che i miei famigliari non leggano mai questo post 😛 )

Buona scelta! 🙂

e... un caro carissimo saluto al tuo Pfeiffer

Membro

Risposta 4 di Egidio

Messaggi
176
Città
-

TheSimon ha scritto:

In ogni caso i pianoforti digitali devono essere provati. Ciò che piace a me potrebbe non piacere ad altri.

Io estenderei il concetto dicendo che in generale tutti gli strumenti vanno provati 🙂

Membro

Risposta 5 di gigo

Messaggi
9
Città
bologna

una domanda: dopo aver riflettuto  a lungo sull'acquisto di un Kawai MP10, mi ero proprio deciso, ma nel frattempo è sparito, è comparso l'MP11 ( poi da qualche parte è ricomparso, ma a questo punto preferisco l'mp11).A inizio settembre vado a provarlo; l'accordatore, venuto per accordare il mio pianoforte verticale, che comunque necessita di una buona registrazione, mi ha fatto presente che lui monta dei sistemi silent che vanno benissimo. Allora la domanda é:  è meglio che compri questo benedetto kawai, (sicuramente non per fare pibblicità, ma  da Scavino che costa meno) oppure mi faccio sistemare un sistema silent sul mio verticale?   Non ho sentito parlare poi tanto bene sei silent montati.

Amministratore

Risposta 7 di Thesimon

Messaggi
4.504
Città
Ariccia, RM

Ta taaaaa... Domanda da un milione di dollari !

Ci sono diversi aspetti da considerare. Io preferirei poter utilizzare un sistema silent però, dalle voci che circolano, sembra che l'istallazione di un sistema Silent comprometta la meccanica del pianoforte al punto da diventare molto pesante sotto le dita.

Personalmente sono dell'opinione che gli strumenti acustici debbano restare tali. Esistono apposta i digitali, ma è una mia opinione ovviamente.

Non a caso avrei potuto installare il sistema Silent sul mio pianoforte potendo contare sul contributo di Pianoexpert ma ho preferito lasciare il mio pianoforte acustico intatto optando per una tastiera digitale. Oltretutto, secondo la mia esperienza, studiare sul pianoforte digitale è qualcosa che ci permette di essere più puliti quando torniamo ad esercitarci sul pianoforte acustico. Sul pianoforte digitale escono tutte le problematiche nei passaggi tecnici difficili, cosa che sul pianoforte acustico a volte viene sapientemente camuffata dal riverbero dell'ambiente oppure in caso di ambiente troppo secco da un uso smodato del pedale tonale.

Oggi come oggi possiamo contare su strumenti digitali eccezionali. Non ho ancora avuto modo di provare l'MP11 e mi riprometto di farlo non appena avrò tempo di andare dal mio fornitore di strumenti musicali fidato; in ogni caso ricordo un'ottima esperienza già sulla serie precedente. Ottima simulazione della meccanica di un pianoforte a coda acustico, un bel feeling del tasto sotto al dito con una buona presa che ci aiuta contro lo scivolamento nei salti laterali. Anche la qualità del campione mi sembrava veramente eccellente con molte possibilità di personalizzazione. Insomma ritengo che il Silent, viste anche le problematiche annesse, fosse un'ottima alternativa al digitale fino a otto o nove anni fa, ovvero quando non avevamo ancora la fortuna di poter contare sulla tecnologia digitale odierna.

Se la ricerca nel campo del Silent farà passi in avanti eliminando le problematiche causate sulla meccanica non avrò dubbi sulla scelta. Per il momento resto sulla posizione delle mie convinzioni.

Spero che il mio intervento possa esserti stato utile.

Membro

Risposta 8 di gigo

Messaggi
9
Città
bologna

Sì, OK, sei stato perfettamente utile. Inoltre sul verticale acustico certe volte  in velocità si scivola, è come pattinare sul ghiaccio. Vedrò le differenze tra MP 11 e MP10, la meccanica,   e lo prenderò alla svelta. Grazie. Poi il Pfeiffer è una specie in via di  estinzione che va protetta.

Accedi per partecipare