Propongo l'ascolto di un frammento del "Miserere in Palestrina", per soli, coro, due violoncelli, contrabbasso e organo di Paisiello (1794).
Brano sacro settecentesco di grande rilievo soprattutto per la ricerca di un'estetica non necessariamente "innovativa", ma soprattutto particolare e diversa dai coevi:
Oggi succede che c'è una massa di compositori "neobarocchi" (Sardella, Moretto, etc.) che
propongono agli ascoltatori uno stile antico un po' miope (ho sentito fughe migliori su sto forum 😉 ).
Paisiello invece già due secoli fa dava lezioni su come proporre uno stile arcaico attualizzandolo e senza perdere l'essenza della fonte.
Questo è segno di come oggi siamo in una fase involutiva