Vivaldi (le Quattro stagioni) era solo un esempio, non poi così tanto casuale.
Ma il punto non è questo, non ci si può illudere di fare cultura musicale facendo "solo" educazione musicale...l'introduzione nel discorso di un compostiore di musica d'Arte o Colta che sia conferma questo ragionamento.
Ci mancherebbe altro che Vivaldi non sia contento, ma pure io lo sarei...ma il punto iniziale non era questo e dopo aver educato qualcuno alle 4 stagioni, tu gli farai ascoltare la musica di un coevo di Vivaldi, che richiede una diversa conoscienza, e saresti punto a capo. Appunto perchè il punto di vista non quello è culturale, ma educativo.
E ti assicuro che non è così semplice già il passaggio Vivaldi--> Bach...figuriamoci altro.
Per cui educhiamo al canto, al ritmo, all'ascolto...educhiamo, educhiamo. Ma quando si tratta di cultura, la musica cambia subito e, mi ripeterò, ci sono in primis addetti ai lavori che non hanno voglia di andare oltre un certo limite...perchè una persona comune dovrebbe averne?
Io invece ho dei dubbi, nel senso che la RAI è un ente dello Stato, io pago lo stato che gira i fondi alla RAI come ad altri enti...per cui formalmente non vedo più una connesione diretta. Fra l'altro il canone potrebbe essere insufficiente a spesare tutto quello che c'è da spesare ed ovviamente. come ci ricorda Marzapane, il motore è la pubblicità....che guarda caso una volta non veniva proposta sulla RAI o in misura veramente insignificante. Adesso sostanzialmente ha un'intensità uguale alle altre reti televisive ... (sono identici pure gli spot...salvo quelli pro-"causa"....)
Si, certo, assolutamente d'accordo, certamente l'introito è dello stato che poi lo gira e gli spot finanziano profumatamente il giro economico, ma comunque la RAI è un ente pubblico quindi stiamo parlando della stessa cosa, non per caso infatti esiste proprio un ufficio (ufficio abbonamenti RAI) che si occupa proprio del canone.
Ok per il discorso cavo rete, in realtà la mia era solo un'iperbole per dire che paghi a prescindere che ci sia la RAI, addirittura potrebbe chiudere e si deve pagare lo stesso, dipendenti o non dipendenti ....
In caso di eventuale chiusura RAI i soldi continuano a finire nelle casse dello stato...poi liberissimo (se va bene ai votanti che confermano tramite votazione i politici che decidono in tal senso) di girarli agli enti più "bisognosi"...
Certamente, il nome RAI è una "giustificazione" di dove vanno a finire questi soldi. I giri economici che poi vengono fatti realmente... E chi può saperli ? Io mi baso comunque sui comunicati ufficiali in cui è dichiarato che esclusa IVA e Tassa di Concessione Governativa, il resto va tutto in RAI. Domani comunque lo chiederò a mio zio che lavora in una delle agenzie di statistica che fanno i conti per lo stato, ammesso che ne sappia qualcosa. In caso vi farò sapere.
Comunque cerchiamo di ritornare in topic dal momento che ci siamo usciti da un bel pezzo... Faccio il mea culpa 😉
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Gerardo
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Risposta 43 di Gerardo
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TheSimon ha scritto:
Comunque cerchiamo di ritornare in topic dal momento che ci siamo usciti da un bel pezzo... Faccio il mea culpa 😉
Ok, ma penso che centri in misura del fatto che è la massa che decide i programmi, in base ai consumi....come ogni mercato.
La TV è alla fine della catena, per cui è a monte che si dovrebbe lavorare ... in modo tale che dopo uno poi possa scegliere verso una TV di cultura e non di scadente intrattenimento.
E' appunto quello a cui mi riferivo io. Ormai la società è così deteriorata che è impensabile mettersi lì e improvvisare nuovamente una nuova didattica musicale o culturale che dir si voglia. Anche perché questo deterioramento è avvenuto negli anni, e colpevoli di questo marasma non sono solamente le istituzioni, i media e gli insegnanti ma anche i genitori che, vuoi per esigenze lavorative, vuoi per proprie mancanze non hanno indirizzato i loro figli verso la strada della cultura.
Ok, ma penso che centri in misura del fatto che è la massa che decide i programmi, in base ai consumi....come ogni mercato.
La TV è alla fine della catena, per cui è a monte che si dovrebbe lavorare ... in modo tale che dopo uno poi possa scegliere verso una TV di cultura e non di scadente intrattenimento.
Questo è in topic 🙂
Assolutamente in topic 😉, infatti nel mio primo poema dicevo esattamente questo, ovvero che se la RAI dovesse incominciare a trasmettere programmi culturali in prima serata farebbe il botto perché ormai la popolazione italiana è plasmata a farsi piacere il grande fratello !
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Gerardo
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Risposta 46 di Gerardo
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TheSimon ha scritto:
se la RAI dovesse incominciare a trasmettere programmi culturali in prima serata farebbe
Il punto era proprio questo, non solo la RAI...perchè dal mio punto di vista sono tutte sulla stessa barca e si spartiscono da molto mercato pper cui anche eventuali "colpe". Onori e oneri.
Peccato che negli ultimi 20 anni dietro le 2 più grosse reti televisive pottebbe esserci l'influienza della medesima entità in duplice "veste"; per inciso ad entrambe le "vesti" fa comodo un popolo di ignoranti 🙂
...Famiglia e Scuola sono il motore di una rivincita!
E nell'ambito scolastico si che lo Stato in quanto tale dovrebbe metterci mano! ... il resto è demandato a chi deve mandare avanti la carretta. Ma ha o/ed è tenuto ad avere le competenze?
Ma il punto non è questo, non ci si può illudere di fare cultura musicale facendo "solo" educazione musicale...
hai ragione. Non ci si può illudere di ciò.
Ma l'educazione musicale (che io vedo come l'educazione di una sensibilità attenta-appassionata-critica verso ciò che è musicale) è la base: il 'terreno buono' su cui far fiorire poi la cultura (terreno di coltura 😆!), se mi concedi questa metafora.
Non so quale sia il tuo ambito operativo. io sono una persona comune, di cultura musicale limitata, che ascolta soprattutto musica tonale, pre-tonale e, comunque musica "di retroguardia".
Anch'io mi auguro quel che tu speri a livello di cultura musicale diffusa. Ma allo stato attuale dell'Italia mi sembra un sogno enorme.
Ecco dunque: quello che posso fare io è preparare il terreno (nei modi che ho detto nel mio primo post in questa discussione).
Poi, per la cultura, passo il testimone ad altri più preparati. 🙂
A
aaa
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Risposta 49 di aaa
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Troco lodevoli iniziative tipo quella descritta dal corriere della sera
«Vogliamo fare ascoltare la grande musica rendendola accattivante, in modo che chi ascolta, anche senza specifica preparazione, capisca e si diverta. Desideriamo proporre una cultura che sia educazione e ricreazione: divertimento e crescita interiore e intellettuale insieme»
Complimenti a The Simon, anche se si tratta di una esecuzione di musica banale sento il jazz serpeggiare nel fraseggio delle sue dita, e questo è un dono di natura.
Ti ringrazio Modale. Non mi sono mai cimentato nel Jazz e mi ritengo un perfetto ignorante in materia, quindi sono costretto a fidarmi delle tue parole senza avere argomenti su cui poter controbattere.
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stefano
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Risposta 55 di stefano
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Il dono di natura nella musica è come il corpo di una bella ragazza: puoi anche metterle addosso un sacco dell'immondizia, farà sempre la sua bella figura.
Essendo uno dei primi iscritti è qualche anno che sono qui ed ho sentito tante cose che hai pubblicato, tutte sempre di altissimo livello sia tecnico che interpretativo. Ho apprezzato anche la tua crescita musicale, inizialmente forse un po' acerba ma ora, grazie anche agli anni che passano, sempre molto misurata, emozionante e intelligente.
Giusto, The Simon si è vestito con la musica colta classica, ma ha sotto......sotto ha un imprint jazzistico che non mi capita di sentire spesso in chi è dedito alla musica classica.