Il ritmo nel Djembe fluisce grazie a diversi fattori, ognuno dei quali da una specifica impressione all'orecchio dell'ascoltatore. Capita che una figurazione ritmica molto semplice si trasformi in qualcosa di molto bello e vario da ascoltare e può capitare che avvicinandosi allo studio del linguaggio del Djembe si abbia l’impressione di essere dinanzi a qualcosa di potenzialmente difficile da eseguire.
Questi fattori influenzano moltissimo l'ascolto e nascondono la comprensione del grado di difficoltà esecutivo, facendo a volte sembrare difficili, figurazioni che non lo sono affatto.
Chiaro che ci sono virtuosismi e figure difficili che richiedo una solida preparazione, ma tante figure “semplici” insieme… possono far sembrare difficili qualcosa che da un'attenta analisi del materiale sonoro non lo è, anzi, spesso capita che dopo di essa tutto può sembrare più accessibile.
I fattori sono 4 e concorrono tutti insieme al ritmo che scaturisce da un Djembe 😉
Il primo fattore sono le figurazioni ritmiche come: duine, le terzine, croma seguita da due semicrome, la croma con il punto e la semicroma che la segue, le sestine, etc., ovvero tutto ciò che fa parte del bagaglio musicale scritto dell'occidente (non trascurerei anche la durata e tutta la classificazione dei tempi, binari e ternari, semplici e composti etc.)
Il secondo fattore sono gli accenti posti all'interno delle figurazioni ritmiche, vedi il discorso sincopi. Infatti la musica africana ha una grande predilezione per il levare e molte delle figurazioni ritmiche del Djembe cominciano in levare, uno dei fattori più potenti che influisce sul ritmo.
Il terzo fattore è il modo di colpire il Djembe. Esistono quattro tipi di colori principali nel colpo: lo Slap, il Tune, il Bass ed il Ghost (esiste anche il Flam, ma non è appropriato chiamarlo colore e che sostanzialmente è un colpo dato all'unisono da tutte e due le mani; nella musica africana questo unisono viene leggermente sfalsato tanto da sembrare quasi due colpi, uno velocissimo di seguito all'altro).
La combinazione di tutti questi colpi da complessità al ritmo oltre che a molto piacere all’orecchio.
Questi sono i corrispettivi delle “voci" della musica classica occidentale … dare forza all'una o all'altra voce oppure integrarle o intrecciarle e valorizzare e l'una e l'altra, a seconda dei momenti, da spessore, bellezza e particolarità al suono, al ritmo, al pezzo che si sta eseguendo.
La difficoltà che può incontrare anche un musicista scafato è che la successione dei colori in un modo o in un altro fa sembrare le stesse figurazioni ritmiche molto diverse fra loro; a questo punto solo un'attenta analisi del materiale sonoro può facilitare la comprensione ritmica ed esecutiva di un brano.
Il quarto fattore, che è anche una modalità interpretativa e concorre alla dinamica dell'ascolto è la dinamica del colpo e la parte dello strumento che lo strumentista percuote.
Contano anche morbidezza della mano, numero delle dita coinvolte, posizione che assume la mano quando colpisce la pelle, lo stile di un particolare esecutore … che è partito da standard tecnici percussivi, etc.
Per lo studio tecnico sarebbe utile approfondire questi fattori uno alla volta.
manu59… come scrivere tutto ciò?