Tecnologia del pianoforte

Silent Kit

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Thunder

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Risposta 21 di principale8

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Lucca

Scusate se riapro una discussione ferma da svariati anni, ma un cliente mi ha chiesto di installare un silent sun un piano a coda ed io non avendolo mai fatto ho declinato.

Pero mi e' venuta la curiosità, essendo purtroppo ingegnere eletronico, di capire come funziona ed ho visto i vari sistemi e patents che ci sono in giro.

Concludo che tutti i sistemi che ho visto non solo non rispondono alle esigenze di un pianista o studente che vuole esercitarsi senza disturbare, ma secondo me possono anche "allenare in negativo" chi si prepara un pezzo sul suo piano con il silent,

La cosa poi che mi ha veramente sconcertato e' che i sistemi piu' moderni (es PianoDisc)  operano inserendo un blocco di feltro e schiuma che intercetta la traiettoria del martello evitando di colpire la corda.

Direi una bella porcheria, visto che la sensibilità del tocco si esplica proprio negli ultimi 3-4 millimetri prima del tocco sulla corda, basta vedere i video di piano expert o provare a sentire quando scatta lo scappamento per capire che bloccando l'asta del martello in anticipo la leva di scappamento non scivolerà sotto il rullino e quindi la ripetizione veloce non sarà possibile come in condizioni normali.

Inoltre questi sistemi, compresi anche quelli Yamaha e Kawai di fabbrica e specie quelli che si installano in un secondo momento, inseriscono una serie di sensori sotto la tastiere per capire quale tasto e' premuto e, misurano la velocità o la pressione, con quale intensità.

Direi che se pure si possa trovare a dimostrare una proporzionalità, o meglio una funzione di trasferimento che "riporti" al comportamento di un sistema di corde percosse, siamo molto lontani.

Di fatto midizzano un pianoforte e lo fanno diventare un piano digitale, per cui piuttosto che un silent tanto vale comprarsi una tastiera pesata, che ha anche il vantaggio che uno se la puo' portare in ferie, e se deve preparare un concerto con l'orchestra, puo mettere un amico a fare il secondo pianoforte e provare comodamente a casa sua.

 Infine penso, ragionando adesso come pianista , che questi sistemi possano anche creare qualche scompenso, ovvero il  prepararsi un pezzo passando da normale a silent piu' volte, non consente di affinare in modo definitivo certe soluzioni interpretative pregiudicando il risultato finale.

Che ne pensate ?

ciao

Andrea

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Risposta 22 di nancy

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Non posso entrare nel specifico tecnico perché ho i limiti di una impostazione prettamente classica....ma volevo dare il mio contributo a questa discussione descrivendo la mia esperienza con il silent!

Sono sempre stata obbligata ad utilizzarlo per la maggior parte del tempo di studio...per anni.addirittura in certi periodi non avevo la possibilità di ricalibrare le esecuzioni sull'acustico.

E posso affermare con una certa sicurezza che non solo è deludente e faticoso studiarci, ma può essere ache controproducente.

Manca precisione nella sincronia fra suono e meccanica. Nelle risposte dinamiche è molto limitato...la tastiera risulta molto rumorosa. Suonare diventa più una sorta di ginnastica per le dita....puro culturismo senza possibilità di studiare tutte le sfumature necessarie per una certa musicalità. Si arriva a "pestare"...

Questa è la mia esperienza....sono arrivata a detestarlo e non so neanche come ho fatto a suonarci così tanto tempo...

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Risposta 23 di Andry

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Roma

Io credo sinceramente che il problema sia tanto piu grande, quanto maggiore è l'esperienza del painista in questione. Purtroppo in tanti hanno il problema del vicinato o il vincolo delle ore serali/notturne come unica possibiità di studio.per questo tanti pianisti abili ricorrono o sentono la necessità di ricorrere al silent. Però a me sembra che il sistema sia  stato inventato ,sopratutto per i principianti, per i loro  primi anni ,quelli durante i quali l'uso del pedale  di risonanza  ancora non si conosce,quando si sta imparando a leggere lo spartito ad unire le mani e a differenziare le voci, bè in questi  anni gli  esercizi e le  scale sono quasi l' 80% del lavoro dello studente. Da vicino probabilemnte anche io,pianista dilettante,  sopporterei malvolentieri ore ed ore di questi esercizi. Comunque credo che oramai il mercato dei digitali sia talmente evoluto che non ci sarà più bisogno di stare tanto a discutere su silent si o silent no 😴
 

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Risposta 24 di nancy

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Sono d'accordissimo con te! Eccetto che per una cosa: anche se è vero che alle prime armi potrebbe essere meno "pericoloso" studiarci su la povertà timbrica e sonora che lo caratterizza non farebbe innamorare del suono lo studente....dopotutto quello che consente di stare molto tempo su due note o piccoli esercizi di base è proprio la bellezza di ascoltare i primi suoni che si riesce a produrre...con le loro vibrazioni e il loro timbro!

In ogni caso anche secondo me è un sistema che non avrà seguito oltre nel tempo. E fino a qualche giorno fa non l'avrei mai detto, pur detestandolo.

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Risposta 26 di PaoloCortesi

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Ravenna

Salve a tutti. Mi inserisco in questa discussione in quanto da tempo sto cercando di far restaurare un fortepiano del 1800 che abbiamo in famiglia da tanto tempo: Purtroppo ha il soniere danneggiato e andrebbe sostituito e riparata anche la tavola armonica. Più tecnici hanno valutato che il costo supera il valore dello strumento quindi non conviene. Un restauratore mi ha proposto quindi, oltre a sistemare il "mobile", di farci installare un kit silet o simile in modo da poterlo comunque usare. Giusto per non avere solo un "mobile" ingombrante in casa. La cosa mi piacerebbe molto, ma di due sistemi valutati a quanto pare hanno bisogno di almeno 125cm di larghezza mentre la tastiera del fortepiano è circa 117 cm di larghezza. In pratica o si fanno degli scassi laterali nella struttura (e andarlo ad inebolire sarebbe un grosso problema) o niente. Che sistemi si trovano in commercio? Così da poter contattare un pò di gente e valutare se ci fosse un qualche kit adattabile?

E' un ricordo di famiglia, e mi piacerebbe che in qualche modo potesse essere ancora usabile.

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Risposta 27 di pianoexpert

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rocca di papa

Caro Paolo,

non credo sia possibile mettere un silent su di un pianoforte d'epoca e casomai il lavoro + il materiale supererebbe il valore di un digitale , ottimo per studiare. Inoltre le misure e i progetti, caso mai si trovassero, sono pensati per i moderni pianoforti ( 88note, ecc..). Inoltre, tutto questo per sfruttare una tastiera che forse ha ragione di funzionate in relazione al fortepiano così "come deve essere". Invece devi valutare se il restauro possa ridonare al pianoforte un valore storico e affettivo. Cioè "salvare" uno strumento storico. Quando si fanno questi lavori si unisce un documento con foto e relazione perché appunto accompagni nel tempo la vita dello strumento. Bisogna vedere se il somiere è veramente da sostituire. La tavola si può sicuramente riparare. Certo, ci si deve accontentare di un suono d'Epoca, perché bisogna misurare lo sprofondamento dei ponticelli e la relativa carica della tavola( la tavola ha una "bombata" che nel tempo si abbassa. Di conseguenza l'angolo di pressione delle corde sui ponticelli si avvicina allo zero e la trasmissione del suono alla tavola diminuisce. La tavola stessa si irrigidisce nel tempo. Insomma tutto da vedere e valutare. Al di là di questa soluzione non vede possibilità di adattare sistemi che non sarebbero, tra l'altro, compatibili. Tutto detto in "soldoni". Ci sarebbe da esaminare e scendere in particolari strettamente tecnici.

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Risposta 28 di francescochopin90

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.

Pianoexpert, a proposito del pianoforte della nostra amica. 

Lo Yamaha C3 silent monta un tipo di silent ben fatto, che permette di regolare la meccanica senza compromessi.

MA, alcuni compromessi esistono e nessuno ne parla:

● innanzitutto, la sensazione restituita a silent inserito rimane fasulla

● il montante di scappamento porta in doppio nasello, proprio per permette la perfetta regolazione dello scappamento. E poi i rinforzi sugli stiletti. Insomma, piccole masse aggiunte + le ulteriori masse dei piombi per controbilanciare la tastiera = una tastiera con più inerzia rispetto a quella del medesimo modello senza Silent.

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