Scusate se riapro una discussione ferma da svariati anni, ma un cliente mi ha chiesto di installare un silent sun un piano a coda ed io non avendolo mai fatto ho declinato.
Pero mi e' venuta la curiosità, essendo purtroppo ingegnere eletronico, di capire come funziona ed ho visto i vari sistemi e patents che ci sono in giro.
Concludo che tutti i sistemi che ho visto non solo non rispondono alle esigenze di un pianista o studente che vuole esercitarsi senza disturbare, ma secondo me possono anche "allenare in negativo" chi si prepara un pezzo sul suo piano con il silent,
La cosa poi che mi ha veramente sconcertato e' che i sistemi piu' moderni (es PianoDisc) operano inserendo un blocco di feltro e schiuma che intercetta la traiettoria del martello evitando di colpire la corda.
Direi una bella porcheria, visto che la sensibilità del tocco si esplica proprio negli ultimi 3-4 millimetri prima del tocco sulla corda, basta vedere i video di piano expert o provare a sentire quando scatta lo scappamento per capire che bloccando l'asta del martello in anticipo la leva di scappamento non scivolerà sotto il rullino e quindi la ripetizione veloce non sarà possibile come in condizioni normali.
Inoltre questi sistemi, compresi anche quelli Yamaha e Kawai di fabbrica e specie quelli che si installano in un secondo momento, inseriscono una serie di sensori sotto la tastiere per capire quale tasto e' premuto e, misurano la velocità o la pressione, con quale intensità.
Direi che se pure si possa trovare a dimostrare una proporzionalità, o meglio una funzione di trasferimento che "riporti" al comportamento di un sistema di corde percosse, siamo molto lontani.
Di fatto midizzano un pianoforte e lo fanno diventare un piano digitale, per cui piuttosto che un silent tanto vale comprarsi una tastiera pesata, che ha anche il vantaggio che uno se la puo' portare in ferie, e se deve preparare un concerto con l'orchestra, puo mettere un amico a fare il secondo pianoforte e provare comodamente a casa sua.
Infine penso, ragionando adesso come pianista , che questi sistemi possano anche creare qualche scompenso, ovvero il prepararsi un pezzo passando da normale a silent piu' volte, non consente di affinare in modo definitivo certe soluzioni interpretative pregiudicando il risultato finale.
Che ne pensate ?
ciao
Andrea