Facciamo un po' di chiarezza...
Il numero di bit dell'architettura di una DAW limita il numero di dati indirizzabili alla RAM... A 32 bit. sono 2^32 indirizzamenti ovvero poco più di 4 Gb, a 64 bit sono 2^64, quindi non abbiamo più problemi.
La RAM, associata ad una DAW a 64 Bit, limita il numero di VST caricabili. Es. Se dovessi caricare un intero organico di orchestra forse con 8 Gb ci andrei stretto, quindi meglio optare per 16 Gb considerando che una sezione intera di archi, se di buona qualità si ciuccia almeno 4 Gb, poi ci mettiamo il pianoforte, i fiati, le percussioni ecc ed arriviamo facilmente vicino alla saturazione delle 8 Gb. Se si arriva vicino alla saturazione poi diventa instabile il sistema perché se il DAW o altri processi devono caricare altri dati in RAM il PC si siede.
La velocità dell'hard disk implica la possibilità di riprodurre ciò che abbiamo scritto in MIDI, senza dover utilizzare le funzioni di Freeze (In Logic) o di consolidate (in protools). Praticamente se faccio suonare tutto in MIDI i player devono continuamente far riferimento alla RAM per riprodurre i campioni delle note midi corrispondenti a discapito dell'hard disk, pertanto se l'hard disk è troppo lento si renderizzano una o più tracce midi, mantenendo comunque la traccia MIDI ma in mute, di modo che il carico di lavoro per l'hard disk sia minore dovendo riprodurre non più dati MIDI da indirizzare ai VST ma una traccia wave renderizzata per l'appunto... Tenere la traccia MIDI in mute ci assicura di poter fare ancora delle modifiche, ovvero poter tornare indietro, cancellando la traccia audio wave e riconosci dandogli una volta fatte le modifiche per poi rimettere quella MIDI in mute.
Se si utilizza un Hard disk allo stato solido la velocità di trasferimento dati è molto più alta di qualsiasi altro hard disk a dischi magnetici standard pertanto è possibile mantenere quasi sempre tutto in MIDI senza dover consolidare tracce.
Riguardo le voci...
32, 64, 128, 256, 512 ecc. sono il numero di campioni riproducibili insieme. Non viene inficiata la qualità del suono, quindi non si sente meglio o peggio variando il numero di voci, viene inficiata la polifonia. Il pianoforte ha 88 tasti pertanto andrebbero bene 128, dobbiamo però considerare che in alcuni casi utilizziamo pedale tonale + pedale "una corda", pertanto per essere certi che tutte le voci siano riproducibili dovremmo lavorare con 256 voci. Ma allora perchè in un lettore come il play si arriva anche fino a 1024 ? Semplicemente perchè è possibile miscelare diversi posizionamenti (3 prospettive per l'esattezza) dunque il numero di voci per garantire la polifonia si spinge fino a 1024. Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per altri player dove al loro interno inseriamo diverse librerie, ad esempio nel kontakt possiamo inserire tante librerie assegnando a ciascuna un canale MIDI diverso. In questo caso dobbiamo garantire la polifonia. Cosa succede se il numero delle voci che dovrebbero essere riprodotte sono minori del numero di polifonia impostato sul lettore ?
Le voci vengono caricate su un array di indirizzi che effettua il routing di un dato MIDI su una posizione della memoria fisica in RAM che a sua volta rediretta il dato verso il campione corrispondente. Se il numero di dati in coda supera le posizioni disponibili dell'array (il cui numero di posizioni dipende dal numero di voci impostato) la prima voce chiamata viene cancellata per far spazio all'ultima dettata dall'ultimo dato MIDI in ingresso. Praticamente a livello acustico il primo suono riprodotto rispetto all'asse temporale viene cessato per far ascoltare l'ultimo.