Questo vuol essere un quesito rivolto a tutti coloro che suonano su strumenti digitali,quindi con suoni preconfezionati e non reali..................premesso che anche io ho un Roland per le notturne e un verticale per lo studio vero e proprio.
Dunque la domanda è questa ,non avete paura che il suono ottenuto dopo tanto studio su di un pezzo (sul digitale)poi in realtà corrisponda a quello reale prodotto da un vero pianoforte?
Quando sono a lezione,le persone che usano solo il digitale, una volta messi alla prova sul coda del maestro le vedo smarrite,prive di colore,di dinamica e sensibilità.
Cioè è bello sentire il suono di uno Steinway ,ma siete sicuri di essere poi capaci di far suonare uno steinway reale in quel modo ,con quella cantabilità ecc.....
Aggiungo solo una considerazione così da rendere il discorso + completo.............
premendo il tasto su di un digitale di media fascia (lasciando perdere quelli dai 2000 in su tanto per capirci,che poi quasi nessun studente possiede o può permettersi)il suono prodotto da un principiante del primo anno sarà identico a quello di altri milioni di studenti che usano quel modello di piano che sia esso un pp/p/mp/f/ff purtroppo è questo che falsa il tutto,così come lo stesso suono sarà prodotto da un diplomato ecc.....
Non è corrispondente al vero perchè è ripetibile all'infinito.
Nell'acustico le varianti di timbro sono molteplici che tu suoni uno Steinway o uno Siheko quel suono che tu ottieni e personale e tuo......
Il pianista deve si saper adattarsi ad ogni piano ma acustico,tutto il resto è" fiction" e gioco
Non sono contro i dig. che tra l'altro di notte uso per ovvi motivi dico solo che non li consiglierei ai principianti soprattutto nei primi 3/4 anni,periodo in cui si forma e si cerca il suono.