Vado off topic e rispondo con un secolo di ritardo ma leggo solo ora il racconto di marmelodies (che non so se è ancora iscritta o se mai leggerà questo messaggio) ma non posso trattenermi...
Anch'io, una ventina di anni or sono, fui chiamato a scegliere tra musica ed università. Inutile che vi racconti quali furono i consigli e le "raccomandazioni" delle persone che avevo intorno... così misi la testa a posto e accantonai la vita da artista per la prospettiva di un buon lavoro. Essendo un "fuori sede" anch'io barattai il mio vecchio mezzacoda (con tutti i ricordi che si portava), che all'epoca ritenevo ormai inutile, per un verticalino Kawai che lasciai a casa dei miei e un digitale da portarmi dietro nelle innumerevoli stanze in affitto che girai in quegli anni. E poi vendetti il mio amato clarinetto Buffet&Crampon...
Poi c'è stato il boom di laureati, la crisi e il risultato è che, oggi, mi trovo con un lavoro sottoqualificato, mal pagato e abbastanza precario molto più di tanti miei vecchi compagni di conservatorio e di orchestra giovanile che, chi in un modo e chi in un altro, sono tutti riusciti a fare qualcosa con la musica.
Solo oggi capisco quanto la musica sia una ragione di vita e lotto per coltivarla e difenderla nei pochi ritagli di tempo che avanzano tra lavoro e famiglia, quando spesso mi mancano le energie fisiche e mentali per poter scrivere o anche solo avvicinarmi alla tastiera.
Se solo non avessi venduto il mio pianoforte! Quel piano generosamente acquistatomi da mio padre quando ero bambino... so benissimo che in vita mia non potrò mai più permettermi di comprare un pianoforte a coda... Ecco, aver venduto quel piano è stato l'errore più gigantesco della mia vita...
Certo, il destino di ciascuno di noi dipende, forse, soltanto da noi stessi e so benissimo di essere l'unico responsabile dei miei insuccessi.
Inoltre non posso e non voglio intromettermi nelle scelte di vita di persone che nemmeno conosco... Solo tu sai chi sei e cosa vuoi...
Però, se se senti un minimo di vocazione artistica e hai passione per la musica ti dico: rifletti bene... forse è meglio un lavoro qualsiasi, e dico qualsiasi con la musica (anche il commesso in un negozio di strumenti) che un lavoro che non ci piace o, peggio, andare ad aumentare la massa, già ben nutrita, di laureati disoccupati.
E soprattutto, se non lo hai già fatto, rifletti, rifletti, rifletti prima di vendere il tuo pianoforte...
Scusatemi ancora tutti...