Appresa la tecnica per impostare correttamente i piedi , e poi potremmo anche parlare di diverse impostazioni secondo i vari repertori che intendi affrontare, il problema principale sta nella indipendenza che si deve raggiungere rispetto alle mani, esattamente come quando sul pianoforte si deve superare la difficolta' di far suonare le due mani autonomamente ma coordinate.
Per cui, invece di un metodo specifico per la pedaliera, che ne esistono, ti suggerisco di prendere un metodo per organo, in particolare : LO STUDIO DELL'ORGANO - NUOVO METODO PER L'ALLIEVO ORGANISTA, di Molfino Delmonte.
Ci sarebbe anche quello di Germani, ma francamente da un certo punto in poi diventa forse inutilmente difficile e le ossa e'meglio farsele direttamente sui brani.
Ovviamente con un maestro e' tutta un 'altra cosa, anche perche' da soli e'difficile riconoscere e correggere i difetti, pero'seguendo il metodo indicato dall 'ínizio alla fine piu'volte, si arriva a buoni risultati, ovviamente partendo da un certo grado di capacita' sulle tastiere ( diciamo almeno un livello tipo 5-6 anno di pianoforte, vecchio ordinamento).
Detto questo comunque ti smentisco subito sul discorso della tecnica pianistica.
Sull 'organo, specie a trasmissione meccanica, la tecnica e'diversa e non si puo'suonare come si affronta un brano al pianoforte perche'occorre supplire alla minore ( nota che dico minore e non assenza) possibilita'di gestire l'intensita' e attacco del suono, con un fraseggio diverso da quello del pianoforte.
Ultimo punto : se i due strumenti sono incompatibili.
La mia esperienza mi porta a dire che ottimi organisti sono spesso ottimi clavicembalisti, ma raramente sono pianisti che possono competere con quelli che sono esclusivamente pianisti concertisti.
Ottimi pianisti, talvolta li ho sentiti eseguire all'organo, anche con destrezza sulle pedaliere, brani suonati anche molto bene ed in questo lo strumento aiuta a minimizzare le differenze tra chi e' organista concertista ed un pianista.
In generale dipende a che livello sei, quanto e'solida la tua preparazione, quanto tempo studi e quali obiettivi ti poni sia su uno strumento che sull'altro.
Comunque quello che differenzia un organista da un pianista e'anche un approccio allo strumento diverso.
Un organista deve abituarsi a suonare su strumenti diversi come timbri, dimensioni, tipologia delle tastiere e pedaliere e quindi anche adattare i repertori, un pianista tipicamente trovera' sempre 88 tasti di dimensioni standard, anche se il piano sotto potrebbe essere sordo, scadente etc.
Infine un organista, specie liturgico, deve sapere improvvisare, cosa che ad un pianista moderno non e'piu' richiesto.
Questi sono solo alcuni aspetti e tanto ancora ci sarebbe da dire.
ciao