Grazie a tutti, sono molto interessata all'argomento!
Sfortunatamente proprio questa mattina non ho abbastanza tempo per rileggere più accuratamente i concetti importanti che sono stati espressi, quindi rispondo di getto sperando di non dimenticare nulla!!
Dunque, ho ben capito dall'esempio di Simon (ripreso da un noto professore di fisica acustica) che in un contesto musicale suoni e rumori possono "andare di comune accordo",
soprattutto con l'avvento dell'elettronica la co-esistenza di questi due elementi è imprescindibile... oggi più che mai... a tal proposito fa notare che nella musica di Berio oppure in quella di Stockhausen ci sono svariati esempi di suoni aventi spettro irregolare e variabile nel tempo, utilizzati appunto in ambito musicale come elementi sonori.
Quindi dal punto di vista "fisico" ho capito che un "rumore" ha una vibrazione irregolare (scusate l'inesperienza... per non dire ignoranza in materia) e da ciò presumo, trattasi di segnale avente caratteristiche diseguali, senza forma definita, non in grado quindi di ripetersi in egual misura nel tempo (sarei curiosa di vedere come viene riprodotto da un'analizzatore di spettro)
Deduco anche che un "rumore" non ha armoniche........ ma sono interessata al concetto più esteso e profondo come quello appunto citato, che percepisce Chopin disturbante in certi frangenti 🙂
così come un rumore nella sua consistenza potrei percepirlo a mio modo e quindi soggettivamente non disturbante rispetto ad un contesto... non so per esempio prima ho prodotto un "rumore" con la mia matita ripetutamente percossa sulla scrivania e non era per nulla fastidioso oppure sgradevole, anzi ho pensato che avrei potuto integrarlo benissimo in un quadro musicale..
Lo stesso "rumore" lo percepirei diversamente se avessi un forte mal di testa... hmmm quindi non so... forse è questa connotazione storica che vede il suono gradevole e il rumore sgradevole che è di per sé fuorviante..
Mi piace molto anche l'esempio 4'33" di cage ed anche la visione moderna che attribuisce l'attributo di suono (ricopio il tuo gioco di parole) ad un segnale che aiuta a generare un qualche tipo di "musica"
In questo caso, si, capisco bene cosa intendi con la frase -> "Si chiama rumore ciò che ci disturba a prescindere da considerazioni legate ai rapporti frequenziali e dunque al timbro"
Vi ringrazio!!
Solo un'altra piccola considerazione, un "rumore" che riesce a toccare in maniera asimmetrica e discontinua certe frequenze, per poi tornare a vibrare in modo irregolare può considerarsi un ibrido? (mi viene in mente il suono del timpano, che se non erro ha caratteristiche percussive e armoniche) Se la domanda è troppo stupida bypassate... capirò 😃